Hamilton martello, Ferrari da favola e il segreto di 40'000 gomme

Dal trionfo rosso in Spagna al viaggio nascosto degli pneumatici che fanno vivere la Formula 1
Subito buttati? Neanche per sogno.
Dal trionfo rosso in Spagna al viaggio nascosto degli pneumatici che fanno vivere la Formula 1
Subito buttati? Neanche per sogno.
BARCELLONA - Sotto il sole della Spagna si è compiuto quello che fino a poche settimane fa sembrava quasi un miracolo. La Ferrari è tornata al successo, Lewis Hamilton sorride come un ragazzino al primo giorno di scuola e Andrea Kimi Antonelli, da bravo emiliano, incassa e guarda avanti senza troppe parole. Solo applausi per il campione inglese.
La cronaca l’avete letta ovunque, quindi come sempre nei miei racconti salto direttamente alle cose serie. O meglio, al premio più prestigioso che esista in Formula 1: il celeberrimo Premio Martello, esclusiva de “I racconti della F1”.
A pochi giri dalla fine sembrava destinato a finire ancora una volta nelle mani di Kimi. Poi è arrivato Lewis. Martellata dopo martellata. Giro dopo giro. Fino a conquistarsi il riconoscimento più ambito del paddock immaginario. Onore quindi al nuovo Martello di Spagna, Sir Lewis Hamilton. E chissà che queste martellate non siano l'inizio di qualcosa di molto interessante per il resto della stagione.
Ma oggi voglio portarvi dietro le quinte della Formula 1, in un mondo che tutti vediamo ma a cui pochi prestano davvero attenzione: quello degli pneumatici.
Quando osserviamo una monoposto affrontare una curva a oltre 250 km/h o sfiorare i 350 km/h sul dritto, raramente pensiamo all’unico punto di contatto tra la vettura e l’asfalto. Eppure senza quelle quattro gomme non esisterebbero sorpassi, strategie, pole position o vittorie.
Ogni pilota riceve per un weekend 13 set di slick: 8 Soft, 3 Medium e 2 Hard. A questi si aggiungono 4 set di Intermedie e 3 di Full Wet. In totale possono essere utilizzati fino a 20 set per pilota.
Tradotto: con 20 piloti in griglia, un Gran Premio può contare fino a 400 set, pari a circa 1.600-2.000 pneumatici presenti nel paddock. Ogni monoposto ne consuma mediamente tra 40 e 52 nel corso del weekend tra prove, qualifiche e gara.
E se il dato vi sembra impressionante, aspettate il totale stagionale: tra Gran Premi, test e scorte, la Formula 1 utilizza ogni anno tra 35’000 e 40’000 pneumatici.
E poi? Finiscono in discarica? Assolutamente no.
Ogni gomma viene identificata, raccolta e restituita a Pirelli, che proprio nei giorni scorsi ha confermato il proprio ruolo di fornitore unico della Formula 1 fino al 2028. Gli pneumatici vengono successivamente triturati e trasformati in materiali destinati a pavimentazioni sportive, superfici industriali, asfalti innovativi e persino alla produzione di energia.
Insomma, dietro ogni sorpasso, ogni pole position e ogni vittoria si nasconde un esercito silenzioso di migliaia di pneumatici che viaggiano per il mondo seguendo il Circus. Lavorano per pochi giri al limite delle prestazioni e poi iniziano una seconda vita lontano dai riflettori.
Perché in Formula 1 nulla si spreca. Nemmeno una gomma. E forse è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti di uno sport capace di unire velocità, tecnologia, sostenibilità e, ogni tanto, anche qualche sana martellata. Noi come sempre, non solo martelliamo, ma nel dubbio, sempre e comunque, piedone sul gas. Alla prossima.








