Crans-Montana e le «inaccettabili pressioni» italiane

Un nuovo atto parlamentare interpella il Consiglio federale. A firmarlo, il consigliere nazionale Piero Marchesi: «Gesti difficili da interpretare come segnali di fiducia tra Stati amici»
BERNA / CRANS-MONTANA - La tragedia di Crans-Montana, nelle sue diverse sfaccettature, è uno dei temi che hanno caratterizzato l'agenda della sessione primaverile, in corso, alle Camere federali. E nel giorno in cui i due rami del Parlamento hanno limato le ultime divergenze sul contributo di solidarietà voluto dalla Confederazione per le vittime, un'interpellanza torna a puntare i riflettori sulle pressioni che la vicina Italia ha riservato alla Svizzera dopo il dramma di Capodanno in cui, lo ricordiamo, hanno perso la vita 41 persone.
A siglare l'atto parlamentare con cui viene interpellato il Consiglio federale è il consigliere nazionale Piero Marchesi, che parla esplicitamente di «irritazione» per il comportamento dell'esecutivo italiano. Nel mirino del deputato democentrista sono finiti in particolare il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, non ancora rientrato in Svizzera dopo il suo richiamo, la cui attitudine «è stata percepita da più parti come insolitamente aggressiva nei confronti delle Istituzioni svizzere».
Gesti, sottolinea Marchesi, che «difficilmente» si possono interpretare come «segnali di fiducia tra Stati amici». Da qui, la richiesta a Berna di «valutare» le pressioni da parte di Roma, con l'invito a «chiarire» che «la Svizzera non accetta ingerenze politiche straniere nei propri affari interno». Non solo, al Consiglio federale viene altresì chiesto di valutare - oltre ai «toni adottati dalle autorità» della vicina Penisola - anche «il comportamento» del diplomatico italiano e l'opportunità di «intervenite per richiamarlo a un atteggiamento più rispettoso». La figura di Cornado, lo ricordiamo, era già finita al centro di un'interpellanza presentata da un altro deputato ticinese al Nazionale, Lorenzo Quadri.
«Il Governo italiano ha chiesto formalmente o informalmente al Consiglio federale di intervenire presso le autorità del Canton Vallese affinché accettassero un’inchiesta congiunta con l’Italia?», chiede infine il consigliere nazionale. E «se sì, in quale forma è stata trasmessa tale richiesta e quale risposta è stata data?».



