Donne militari, «eliminare gli incentivi finanziari negativi»

A chiederlo è il Consiglio degli Stati che ha approvato una mozione del consigliere nazionale Marcel Dobler (PLR).
BERNA - Le indennità minime per chi presta servizio militare vanno riviste, allo scopo di non scoraggiare le donne soldato a continuare la loro carriera militare. Lo chiede il Consiglio degli Stati che ha approvato una mozione del consigliere nazionale Marcel Dobler (PLR/SG).
Nel suo atto parlamentare, il sangallese sottolinea che l'esercito si è posto l'obiettivo di aumentare la quota di donne al 10% entro il 2030, percentuale che oggi è solo dell'1,5%. Tale obiettivo non è però realistico secondo Dobler, in particolare a causa dello "svantaggio sistemico" che tende a scoraggiare le donne dal prestare servizio.
Infatti, dato che oggi l'indennità finanziaria è basata sul reddito precedente, le donne con un basso tasso di occupazione ricevono per lo più l'indennità minima. Una donna con il grado di maggiore con 1000 giorni di servizio, responsabilità di condotta e che in un giorno di servizio lavora 12 ore, riceve così lo stesso importo di una recluta al suo primo giorno di servizio, deplora Dobler.
Per il sangallese è quindi necessario intervenire per eliminare questi incentivi finanziari negativi. Il consigliere nazionale ha sottolineato che gli adeguamenti devono valere anche per gli uomini che si trovano in situazioni analoghe.
Il consigliere federale Martin Pfister si è detto disposto a esaminare le disposizioni legislative vigenti e ad apportare eventuali modifiche. L'attuazione della mozione avverrà nell'ambito del piano d'azione per la "Strategia per la parità tra donne e uomini 2030", ha precisato il ministro della difesa.



