«Sembra Formula E...»

Gianni Peterlini - ex capo-macchina di Michael Schumacher - e Adriano Casolari, ex capotecnico di F1, hanno espresso tutti i loro dubbi sulla nuova versione della F1
Gianni Peterlini - ex capo-macchina di Michael Schumacher - e Adriano Casolari, ex capotecnico di F1, hanno espresso tutti i loro dubbi sulla nuova versione della F1
MELBOURNE - La nuova Formula 1 si è messa in moto nel weekend con le Mercedes che hanno piazzato immediatamente una doppietta. Al di là di quanto successo a Melbourne, la nuova versione della F1 non convince, tanto che piloti, scuderie, ingegneri e tifosi hanno cominciato a punzecchiarsi (per usare un eufemismo). Fra i regolamenti nuovi più discussi, c'è quello relativo alla potenza del motore, che - come noto - da quest'anno è composto dal 50% da energia elettrica e dal 50% da motore termico. Se la parte termica sarà meno potente, ad aumentare sarà la parte elettrica, che recupera energia in frenata per poi restituirla quando la monoposto accelera.
Gianni Peterlini, ex capo-macchina di Michael Schumacher, e Adriano Casolari, ex capotecnico di F1 che negli anni scorsi ha lavorato con diversi piloti (fra cui Schumi e Raikkonen), hanno espresso tutti i loro dubbi alla gazzettadimodena. «Non credo che questi nuovi regolamenti siano molto graditi ai piloti - ha spiegato Casolari - Per loro sarà molto difficile guidare queste monoposto, perché dovranno pensare a dover risparmiare, il che significa rallentare, per ricaricare le batterie. Il pilota dovrà imparare a ragionare più da ingegnere che da pilota. Ritengo, però, che i piloti, che sono dei professionisti, dopo i primi due-tre Gran Premi si adatteranno alla nuova guida. Forse quelli che avranno più difficoltà saranno, invece, i tifosi. A me, che sono della “vecchia guardia,” questi regolamenti non convincono a fondo, perché ritengo che tolgano molto allo spettacolo».
Anche Peterlini non è molto felice di questa rivoluzione. «È difficile capire come sarà questa nuova Formula 1, perché non servirà più che il pilota spinga al massimo, per poter ottenere dei risultati, in quanto, se scarica le batterie, il suo impegno risulterà nullo. A questo punto, non sarà più così importante avere il pilota migliore, perché non servirà. Ritengo, però, che sia necessario seguire almeno due-tre Gran Premi per capire tutto il meccanismo. I risultati ottenuti nel primo appuntamento della stagione non sono così significativi per comprendere la reale potenzialità dei vari team. Anche i piloti si sono già espressi dicendo che questa Formula 1 assomiglia sempre più alla Formula E, speriamo che non sia così».





