Cerca e trova immobili
ITALIA

Il peso di avere un figlio assassino: e i genitori si tolgono la vita

La tragedia di Anguillara, alle porte di Roma, dove si è consumato l'ennesimo femminicidio. Dopo la confessione, il padre e la madre dell'autore del delitto non reggono allo strazio: trovati morti all'interno della loro abitazione.
Foto Imago
Il peso di avere un figlio assassino: e i genitori si tolgono la vita
La tragedia di Anguillara, alle porte di Roma, dove si è consumato l'ennesimo femminicidio. Dopo la confessione, il padre e la madre dell'autore del delitto non reggono allo strazio: trovati morti all'interno della loro abitazione.

ANGUILLARA SABAZIA - Li hanno trovati impiccati nel giardino della loro villetta di Anguillara, alle porte di Roma. Sono i genitori di Claudio Carlomagno, l'impresario edile che ha ucciso con 23 coltellate la moglie Federica Torzullo e ha poi anche tentato di farne sparire il corpo prima amputandole una gamba e poi dando fuoco al volto.

L'orrore nell'orrore, che in pochi giorni ha acceso i riflettori sulla tranquilla località del lago di Bracciano, facendola entrare di diritto nella geografia di quei fatti di cronaca nera che saranno ricordati per l'efferatezza del crimine commesso. Come, del resto, non considerare tale l'atrocità messa in atto dal marito per assassinare la moglie 41enne, madre di un bimbo di 10 anni che al papà è andato ripetendo per giorni (prima che l'arrestassero) la stessa domanda: «Mi prometti che la mamma torna a casa?».

Lui, Carlomagno, di promesse non era più in grado di farne, sapendo bene che la mamma di suo figlio l'aveva già sepolta da ore in una buca e continuato a raccontare agli inquirenti un sacco di bugie, prima di decidersi - schiacciato dai pesanti indizi di colpevolezza - a confessare. Avrebbe confidato sin da subito ai magistrati l'intenzione di suicidarsi, ma non trovando mai il coraggio di farlo, ha ripetuto. Un'intenzione di farla finita che ha continuato a ribadire dal carcere, anche nelle ultime ore, dopo avere saputo della morte dei genitori. Per questo è guardato ancora più a vista dalle guardie carcerarie che vigilano su di lui e che osservano ogni suo minimo spostamento all'interno della cella.

Il padre e la madre di lui hanno spiegato in una lettera d'addio - lasciata all'altro figlio che vive a Roma e da cui erano stati poche ore prima di decidere di togliersi la vita - i motivi che li hanno spinti a chiudere in quel modo le loro due esistenze. L'insopportabile strazio di avere un figlio assassino, certo, ma anche la "gogna mediatica", come riporta il Corriere della Sera: l'ombra del sospetto che il padre possa avere aiutato il figlio nell'occultamento del cadavere di Federica Torzullo è aleggiata per giorni, ma senza trovare mai alcun riscontro.

Quello che hanno continuato a scrivere i giornali, raccontato le televisioni, gli insulti di cui erano ricoperti sui social hanno rappresentato per loro un fardello psicologico troppo grande da sopportare, come sembra abbiano voluto evidenziare nel loro scritto di addio. Una sottolineatura che pare stia inducendo la Procura di Civitavecchia ad aprire anche un fascicolo per istigazione al suicidio.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE