Corona a Lugano, le domande di Wicht non fanno centro

L'arrivo del "re dei paparazzi" italiano al Palazzo dei Congressi ha generato qualche malumore. Il Municipio risponde all'interrogazione del consigliere comunale leghista. E sgonfia la polemica: «Nessun servizio della Città ha collaborato»
LUGANO - «Fabrizio Corona a Lugano, sicuro che tutto sia in ordine?». Con questa domanda, formulata dal consigliere comunale Omar Wicht, la questione - ossia, l'arrivo del sedicente "re dei paparazzi" italiano al Palazzo dei Congressi il prossimo giugno - era stata portata di recente all'attenzione del Municipio luganese. Che risponde all'interrogazione facendo capire, in sostanza, che il destinatario a cui sono state poste quelle domande non è quello giusto.
Come già era noto, «nessun servizio della Città ha collaborato alla venuta del Signor Fabrizio Corona a Lugano», ribadisce l'esecutivo nella sua risposta, sottolineando che la sala del Palazzo dei Congressi è stata affittata all'organizzatore privato dell'evento «secondo le procedure ordinarie applicabili a tutti gli organizzatori» e «verrà regolarmente fatturata in base al listino prezzi».
Lo stesso discorso può essere fatto per quanto concerne la gestione della sicurezza. Wicht, nel suo atto parlamentare, citava l'esempio del recente evento con il Generale Vannacci con le relative proteste all'esterno. La Città risponde che la sicurezza «per eventi organizzati da terzi segue le procedure usuali applicabili alla tipologia e alla dimensione della manifestazione» e la «responsabilità primaria» spetta al privato che organizza l'evento.
Tra le domande poste dal consigliere comunale leghista, ve n'erano poi alcune orientate non all'opportunità dell'evento quanto a questioni di contenuto. Chiedeva quale esempio volesse «veicolare per i giovani tale evento sponsorizzato dalla Città». Una domanda il cui presupposto, replica Palazzo Civico, «non corrisponde alla realtà dei fatti» in quanto l'evento «non è sponsorizzato né patrocinato dalla Città di Lugano» che si è limitata a concedere la locazione della sala.
Wicht, ricordando i contorni (e i precedenti legali) del personaggio Corona, ha pure chiesto se il Municipio avesse «valutato le eventuali implicazioni diplomatiche nelle già delicatissime relazioni» tra Svizzera e Italia. E anche qui l'esecutivo abbassa la temperatura della polemica.
Nel dettaglio, «il Municipio non ritiene che la locazione di una sala comunale per un evento privato comporti implicazioni di carattere diplomatico» e «non ha ritenuto necessario effettuare una valutazione sulla persona invitata, nella misura in cui si tratta di un individuo libero, non oggetto di mandati di cattura e che non rappresenta un pericolo sotto il profilo politico o della sicurezza». E nel merito di quello che Corona potrà dire, l'esecutivo luganese «non è chiamato a formulare valutazioni preventive sul tenore delle dichiarazioni» di ospiti invitati da privati. Perché la Città, come evidenziato in sei risposte su sette, ha solo concesso in locazione una sala comunale.



