A Pregassona fanno festa in 400, Giorgio Fonio dice no all'iniziativa UDC

«Se approvata, "No a una Svizzera da 10 milioni" metterebbe in pericolo le condizioni di lavoro e i salari», così il consigliere nazionale alla festa OCST
«Se approvata, "No a una Svizzera da 10 milioni" metterebbe in pericolo le condizioni di lavoro e i salari», così il consigliere nazionale alla festa OCST
LUGANO - Sono quasi 400 le lavoratrici e i lavoratori associati dell’OCST presenti alla Festa dei lavoratori (e delle loro famiglie) oggi a Lugano dove, presso il Capannone di Pregassona, a partire dalle 10.30 c'è spazio per convivialità - con animazione, musica, aperitivo e pranzo offerti - e riflessioni su lavoro e formazione, alloggi a pigione moderata e vita dopo il pensionamento.
Le parole del Presidente: «Al lavoro per un lavoro migliore e più umano»
Numerosi, nel corso della giornata, gli interventi di approfondimento. Gianluca D'Ettorre, Presidente OCST, nel suo saluto ai presenti ha voluto «ricordare e difendere con determinazione il valore del lavoro, del vero lavoro, di quello sano, che promuove la persona, ne sviluppa i talenti e la responsabilità, il valore unico di quel lavoro che nel medesimo momento in cui produce benefici per la società migliora anche l’interiorità e lo spirito di chi opera, di donne e uomini, delle lavoratrici e dei lavoratori».
D'Ettorre ha dunque sottolineato il compito di OCST nel sostenere «i lavoratori non solo nell’attività sindacale in senso stretto e di contrattazione con i datori di lavoro, ma anche in numerosi altri ambiti della vita quotidiana che sono in relazione con la qualità della vita lavorativa e professionale».
Giorgio Fonio: «Iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni" è pericolosa»
È intervenuto anche Giorgio Fonio, consigliere nazionale e segretario regionale del Mendrisiotto, il quale ha denunciato come «l’iniziativa popolare ‘No a una Svizzera da 10 milioni’, se approvata, metterebbe in pericolo le condizioni di lavoro, i salari e genererebbe instabilità in numerosi settori professionali i quali hanno carenza di personale come la ristorazione o il settore infermieristico». Nel suo intervento ha pure evidenziato come il Parlamento «abbia detto chiaramente no al miglioramento delle condizioni di lavoro per il personale infermieristico generando frustrazione nel settore».
Il tema casa: «Spazio fisico e umano in cui si costruisce un progetto di vita»
Per le Associazioni OCST, a intervenire è stato Alessandro Viri che ha presentato l’impegno OCST per alloggi a pigione moderata. «Trovare un alloggio a pigione sostenibile è diventato sempre più difficile» ha detto Viri, riferendosi a «famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. Giovani che non riescono a rendersi autonomi. Anziani che temono di perdere stabilità. Persone fragili che rischiano di essere lasciate indietro». Dunque, l'impegno: «Da molti anni siamo impegnati direttamente nella gestione di immobili residenziali a pigione moderata, con un obiettivo semplice e allo stesso tempo ambizioso: garantire un alloggio dignitoso e accessibile a chi rischia di restare ai margini del mercato dell’abitazione».
Dunque, non solo parole, ma tanti fatti: «La Residenza Soabbia di Camorino, proprietà completa acquistata nel 2021 da un fondo speculativo, con i suoi 48 appartamenti, ne è un esempio concreto: un luogo dove la casa diventa stabilità, sicurezza e qualità della vita. Accanto a questo - ha concluso Alessandro Viri -, l’OCST ha scelto anche di impegnarsi in prima persona, gestendo direttamente immobili residenziali a Mendrisio, Biasca e Magliaso. In totale 11 appartamenti. Numeri forse piccoli, ma dal grande valore simbolico: la dimostrazione che i valori, quando sono autentici, diventano responsabilità concrete».
Formazione e sicurezza
«Oggi la vera sicurezza non è solo avere un lavoro. È poter cambiare lavoro senza trovarsi in difficoltà o restare esclusi ma anche affrontare i momenti di transizione per costruire nuove opportunità», ha spiegato invece Giuseppe Rauseo, Direttore del Centro di formazione professionale CFP-OCST. Dunque, fondamentale è «la formazione continua» che «non è un lusso. È uno strumento di giustizia. Il Centro di formazione professionale OCST esiste da più di 30 anni. Non siamo una scuola nel senso tradizionale. Siamo un luogo dove le persone vengono accompagnate nei momenti di cambiamento».
Sulla formazione ha anche insistito Xavier Daniel, Segretario cantonale OCST: «Deve essere riconosciuta come un diritto per i lavoratori e un obbligo per i datori. Un’economia che aumenta la produttività e genera maggiore ricchezza grazie alla forza lavoro deve investire nella formazione di chi quella ricchezza la crea. Ecco perché continuiamo a chiedere che la formazione diventi un asse strutturale. La formazione non può essere un premio o un’eccezione, deve diventare uno dei perni del lavoro e una responsabilità condivisa tra lavoratori e datori di lavoro».
Anziani e progettualità
Diana Camenzind (GenerazionePiù – anziani OCST) ha invece spostato l'attenzione sulla «transizione demografica: nella Confederazione circa una persona su cinque ha più di 65 anni, e la quota di anziani è in costante crescita». Ecco dunque l'importanza di «GenerazionePiù, attiva da più di 40 anni per essere accanto alle persone che si trovano nella fase pensionistica, offrendo sostegno pratico e umano. Grazie ai 5 comitati sezionali di volontari sparsi in tutto il Canton Ticino, organizza un ricco programma di incontri, conferenze, eventi sociali e gite». E non mancano le novità, tra queste il «nuovo progetto, attualmente in fase di sviluppo in collaborazione con il Centro di Formazione Professionale (CFP), dedicato all’accompagnamento delle persone verso la pensione».
Già attivo a Lugano è invece «il Centro Diurno, uno spazio aperto a tutte le persone, siano esse associate oppure no. Il vero punto di forza di questa struttura risiede nelle sue dimensioni raccolte: proprio perché è piccolo e accogliente, il Centro riesce a creare un clima familiare, dove ogni persona ha la possibilità di instaurare un rapporto diretto, autentico e personale con gli operatori e le operatrici. Qui si promuovono attività di socializzazione, laboratori creativi, momenti di incontro, esercizi motori leggeri, giochi di gruppo e tante occasioni per condividere tempo e passioni».
L'appello ai lavoratori
I progetti elencati sono tanti ma l'appello pronunciato da Diana Camenzind è uno: «Ai lavoratori di oggi e a quelli di domani diciamo: non lasciate che questi sforzi vadano nel vuoto. Restate uniti, mettetevi insieme e, con il sindacato, continuate a prendere posizione per migliorare il mondo del lavoro, per voi stessi e per i vostri figli».





