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SVIZZERA

Quando decidi di viverti la pensione all'estero e poi ti ammali gravemente (o peggio)

Sono sempre di più gli svizzeri che decidono di passare gli ultimi anni di vita al caldo, le cifre da record però preoccupano la Confederazione che - in caso di emergenza - spesso subentra partecipando alle spese.
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Fonte Bllick
Quando decidi di viverti la pensione all'estero e poi ti ammali gravemente (o peggio)
Sono sempre di più gli svizzeri che decidono di passare gli ultimi anni di vita al caldo, le cifre da record però preoccupano la Confederazione che - in caso di emergenza - spesso subentra partecipando alle spese.

BERNA - Una pensione, lontani dal proverbiale logorio della vita moderna. Magari pure al caldo, fra sole e spiaggia. Sono tanti gli svizzeri che, conclusa la vita lavorativa, scelgono questa opzione. Ma la terza età, ahimé, non è solo sinonimo di infinito tempo libero: ci sono anche gli acciacchi, le malattie e pure la morte.

In caso di problemi, a intervenire sono sia i familiari sia la Confederazione che - spesso e volentieri - finisce per accollarsi una parte non trascurabile delle spese di rimpatrio della salma.

Il Blick porta come esempio quello della Thailandia, meta particolarmente gettonata dai pensionati elvetici, con una popolazione di 10'700 senior rossocrociati (dato del 2024).

L'ultimo censimento (sempre 2024) mostra però anche un triste record: che è quello delle richieste d'assistenza ricevute dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) per quanto riguarda il trapasso di svizzeri, con 321 casi (nel 2020 erano stati 133). Stando al DFAE questi sarebbero «all'incirca la metà dei pensionati svizzeri all'estero deceduti quell'anno».

In questi casi, conferma Berna, il Dipartimento è stato coinvolto per l'identificazione, e tutti gli aspetti amministrativi. Operazioni, queste, che generano costi che possono sommarsi in modo significativo.

In alcuni casi, inoltre, «il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) può fornire supporto per l'organizzazione del funerale all'estero o per il rimpatrio del defunto in Svizzera, a condizione che la famiglia abbia compiuto tutti gli sforzi ragionevoli», cita il quotidiano.

In altre situazioni, non così comuni ma comunque presenti, le persone si ammalano gravemente - per esempio di demenza senile o altre malattie debilitanti - e il Paese estero di residenza interviene. Anche la Confederazione subentra per compensare parte delle spese e, nei casi estremi, per pianificare il rimpatrio.

Vista la tendenza, quindi, il DFAE sta correndo ai ripari con una campagna di sensibilizzazione indirizzata a chi pensa di trascorrere i propri ultimi anni all'estero.

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