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Nyt: «Stati Uniti responsabili dell'attacco contro la scuola elementare femminile»

Fonti informate al New York Times: 165 bambine sarebbero state uccise per un errore di mira da parte dell'esercito. Intanto per il Presidente Usa «la guerra sta andando alla grande».
Imago
Fonti informate al New York Times: 165 bambine sarebbero state uccise per un errore di mira da parte dell'esercito. Intanto per il Presidente Usa «la guerra sta andando alla grande».

Dodicesimo giorno di guerra, all'indomani di quello che il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha definito come «il giorno più intenso di attacchi in Iran». Oggi, intanto, è prevista la riunione in videoconferenza dei leader del G7 per fare il punto sulla situazione.

18:51

La guerra in Iran costa un miliardo di dollari al giorno agli USA
Forbes stima in «quasi un miliardo di dollari al giorno almeno» il costo del conflitto in corso in Medio Oriente per gli Usa, e secondo fonti del Pentagono citate dal New York Times, la prima settimana degli attacchi militari del presidente Donald Trump in Iran è costata ai contribuenti americani oltre 6 miliardi di dollari (altre fonti stimano cifre ancora più alte). Il costo crescente della guerra potrebbe avvicinarsi ai 100 miliardi di dollari a seconda della sua durata, stima ancora la rivista economica americana. (ats)

18:13

Iran minaccia: «Colpiremo i porti del Medio Oriente se verranno attaccati i nostri»
Le forze armate iraniane hanno minacciato di colpire i porti del Medio Oriente se i loro porti venissero attaccati da Israele e Stati Uniti, ha riferito la televisione di stato. «Se i nostri porti e i nostri moli saranno minacciati, tutti i porti e i moli della regione diventeranno obiettivi legittimi», ha dichiarato un portavoce delle forze armate, come riportato dai media. (ats)

17:48

«L'Iran ha piazzato circa una dozzina di mine a Hormuz»
L'Iran ha piazzato circa una dozzina di mine nello Stretto di Hormuz, in una mossa che probabilmente complicherà la riapertura dello stretto. Lo scrive Reuters online citando due fonti a conoscenza della questione. Una fonte ha affermato che l'ubicazione della maggior parte delle mine è nota, ma si è rifiutata di spiegare come gli Stati Uniti intendano gestirle. L'attività di dispiegamento mine non è ancora estesa, riferiscono altre fonti alla Cnn, aggiungendo che Teheran detiene ancora oltre l'80-90% delle sue piccole imbarcazioni e dei suoi posamine, quindi le sue forze potrebbero facilmente piazzarne a centinaia. (afp)

17:29
ImagoIraniani residenti a Istanbul si sono riuniti davanti al consolato iraniano per commemorare le bambine uccise in un attentato alla scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh nella città di Minab, in Iran.
17:24

New York Times: «Indagine militare confermerebbe che gli Usa hanno colpito la scuola in Iran»
Un'indagine militare in corso ha stabilito che gli Stati Uniti sono responsabili dell'attacco contro la scuola elementare femminile di Minab lo scorso 28 febbraio. Lo riferiscono fonti informate al New York Times dopo che qualche giorno fa il giornale ha pubblicato delle foto satellitari che confermerebbero questa tesi. L'attacco costato la vita a 175 persone, tra cui 165 bambine, sarebbe stato il risultato di un errore di mira da parte dell'esercito americano, che stava conducendo attacchi contro una base dei pasdaran adiacente di cui un tempo la scuola faceva parte. I funzionari hanno sottolineato che i risultati dell'indagine sono preliminari e che restano importanti domande senza risposta sul perché le informazioni non siano state verificate dal Comando centrale Usa prima di fornire le coordinate per il raid. (ats)

17:06

Usa: «Possibili attacchi a porti civili iraniani lungo lo Stretto di Hormuz»
Il Comando centrale americano ha avvertito del rischio possibili attacchi ai porti civili iraniani lungo lo Stretto di Hormuz. Il Comando centrale americano ha invitato i civili a evitare "subito tutte le strutture portuali in cui operano le forze navali iraniane. "Il regime iraniano sta utilizzando i porti civili lungo lo Stretto di Hormuz per condurre operazioni militari che minacciano il traffico marittimo internazionale", si legge in una nota pubblicata sui social media. Questa "pericolosa azione", sottolinea il Centcom, "mette a rischio la vita di persone innocenti. I porti civili utilizzati per scopi militari perdono lo status di protezione e diventano legittimi obiettivi militari ai sensi del diritto internazionale". (ats)

16:27

Macron al G7, riaprire la navigazione a Hormuz il più presto possibile
Il presidente francese, Emmanuel Macron, aprendo la videoconferenza dei leader del G7 sulla crisi in Medio Oriente, ha sottolineato la necessità di ''ripristinare la libertà navigazione nello stretto di Hormuz il più presto possibile''. Le immagini dell'intervento di Macron sono state pubblicate sul profilo X dell'Eliseo. Macron, commentando la decisione di svincolare 400 milioni di barili annunciata dall'Agenzia internazionale per l'Energia (Aiea) di Parigi, ha detto che questo ''corrisponde più o meno a 20 giorni di volumi esportati attraverso lo stretto di Hormuz". (ats)

16:06

Ripresi alcuni voli dall'Egitto per il resto del Medio Oriente
Gli aeroporti del Cairo restano sotto tono per gli effetti della guerra Usa-Israele contro l'Iran ma la compagnia di bandiera Egyptair sta riprendendo gradualmente i voli per Dubai, Dammam e gli Emirati arabi uniti. Lo hanno deciso le autorità competenti, in costante contatto con la presidenza egiziana. Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha esaminato l'impatto della guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran sull'aviazione egiziana con il primo ministro Mostafa Madbouly e il ministro dell'Aviazione civile Sameh El-Hefny. Durante gli incontri sono stati anche esaminati i progetti di sviluppo aeroportuale in essere, tra cui i piani per espandere la capacità dell'Aeroporto Internazionale del Cairo con la realizzazione di un nuovo terminal. (ats)

15:58
Afp

Un cartellone mostra il presidente degli Usa e la scritta “Grazie Dio e Donald Trump!” lungo una strada di Tel Aviv, Israele (marzo, 2026).

15:55

«La guerra con l'Iran finirà presto, niente più da colpire»
Donald Trump sostiene che "la guerra con l'Iran finirà presto". "Non c'è praticamente più niente da bombardare", ha detto il presidente americano in un'intervista ad Axios. "La guerra sta andando alla grande. Siamo molto in anticipo sui tempi previsti. Abbiamo causato più danni di quanto pensassimo possibile, anche nel periodo iniziale di sei settimane", ha dichiarato Trump ad Axios sostenendo che "quando voglio che finisca, finirà". "Cercavano di colpire il resto del Medio Oriente. Stanno pagando per 47 anni di morte e distruzione che hanno causato. Questa è una vendetta. Non se la caveranno così facilmente", ha aggiunto il presidente americano. (ats)

14:30
Imago
14:28

Il DFAE chiude temporaneamente la sua ambasciata in Iran
Alla luce della guerra in Medio Oriente e del crescente rischio per la sicurezza, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha deciso di chiudere temporaneamente l’Ambasciata di Svizzera a Teheran. L’ambasciatore e cinque collaboratrici e collaboratori svizzeri hanno lasciato oggi l’Iran via terra e si trovano ora al sicuro fuori dal Paese. Il personale tornerà a Teheran non appena la situazione lo consentirà. In accordo con i Paesi interessati, la Svizzera continuerà a mantenere aperto il canale di comunicazione tra gli Stati Uniti e l’Iran nell’ambito dei suoi buoni uffici. (Ats)

10:17

Costi energia: «Dieci giorni guerra costati all'Ue tre miliardi»
"Stiamo già vedendo l'impatto della situazione in Medio Oriente sull'energia. I nostri sforzi di diversificazione stanno dando risultati. Ma questo non significa che siamo immuni agli shock dei prezzi". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Europarlamento. "Dall'inizio del conflitto i prezzi del gas sono aumentati del 50% e quelli del petrolio del 27%. Tradotto in euro: dieci giorni di guerra sono già costati ai contribuenti europei 3 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili. Questo è il prezzo della nostra dipendenza", ha evidenziato. (ats)

10:04

Droni vicino all'aeroporto di Dubai, quattro feriti
Alcuni droni sono caduti vicino all'aeroporto di Dubai, ferendo quattro persone, ma il traffico aereo è proseguito normalmente: lo ha dichiarato il governo di Dubai, mentre l'Iran continua con gli attacchi contro i paesi del Golfo. "Le autorità confermano che due droni sono caduti poco fa nei pressi dell'aeroporto internazionale di Dubai, provocando ferite lievi a due cittadini ghanesi e un cittadino bengalese, e ferite moderate a un cittadino indiano. Il traffico aereo è regolarmente operativo", si legge in una nota dell'ufficio stampa di Dubai. (ats)

10:02

«Colpiremo banche e centri economici di Usa e Israele»
"Ieri sera, gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato una banca in Iran. A seguito di azioni illegittime e non convenzionali nella guerra, il nemico ci ha lasciato le mani libere per colpire i centri economici e le banche appartenenti al regime sionista e agli Stati Uniti nella regione". Lo ha dichiarato il quartier generale centrale di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate iraniane. "Gli americani si aspettino le nostre dolorose contromisure", ha avvertito il comando, aggiungendo: "La popolazione della regione non dovrebbe rimanere entro un raggio di un chilometro dalle banche". (ats)

09:58
Afp
09:53

Sette calciatrici iraniane ottengono asilo in Australia

Australia offre protezione a sette Lionesses iraniane in fuga dal loro Paese.

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07:53

«Mojtaba Khamenei è salvo nonostante le ferite»
Il figlio del presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che il nuovo leader Mojtaba Khamenei è salvo nonostante sia rimasto ferito durante i raid americani-israeliani.
Pezeshkian ha scritto sul suo canale Telegram: «Ho saputo dell'infortunio del leader e ho contattato alcuni amici che avevano contatti e mi hanno detto che sta bene e che non ci sono problemi».

Le autorità hanno finora mantenuto il silenzio sulla questione e non hanno rilasciato alcuna dichiarazione sul motivo per cui non abbia tenuto alcun discorso, come è consuetudine, dopo la sua elezione a leader alcuni giorni fa.

Notizie non ufficiali circolate sui social media negli ultimi giorni hanno affermato che Khamenei è stato ricoverato al Sina Hospital, con gravi ferite alla gamba e all'addome, dopo essere stato preso di mira insieme alla sua famiglia durante gli attacchi USA-Israele del 28 febbraio, durante i quali suo padre, il defunto leader Ali Khamenei, e alcuni membri della famiglia sono stati uccisi (Ats)

07:36

«Colpita una nave cargo nello Stretto di Hormuz»
Un proiettile sconosciuto ha colpito una nave cargo nello Stretto di Hormuz, strategico al confine con l'Iran, provocando un incendio e costringendo l'equipaggio a evacuare: lo ha fatto sapere un'agenzia per la sicurezza marittima britannica.
«È stato segnalato che una nave cargo è stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz, che ha provocato un incendio a bordo», ha dichiarato la United Kingdom Maritime Trade Operations. (Ats)

07:12

«Attacchi su larga scala su obiettivi americani e israeliani»
L'Iran afferma di aver effettuato attacchi su larga scala contro obiettivi statunitensi e israeliani. Lo riporta Afp che cita come fonti media statali iraniani.
«Le forze di difesa aerea dell'Arabia Saudita hanno distrutto sei missili iraniani lanciati in direzione della base aerea di Prince Sultan», ha da parte sua dichiarato il Ministero della Difesa in una nota, come riportato dalla Tass (Ats)

06:44

«Chi manifesta sarà trattato come nemico»
Il capo della polizia iraniana ha avvertito che qualsiasi manifestante che sfidi le autorità sarà trattato come un «nemico», riporta l'Afp. «Se qualcuno si mostra d'accordo con la volontà del nemico, non lo considereremo più un semplice manifestante, ma un nemico. E lo sottoporremo allo stesso trattamento di un nemico«, ha dichiarato il capo della polizia nazionale Ahmad-Reza Radan in un commento trasmesso dalla televisione di stato IRIB. (Ansa-Afp).

06:41

Attacco aereo israeliano nel centro di Beirut
Un attacco aereo israeliano ha colpito il centro di Beirut, in Libano, per la seconda volta dall'inizio della guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale libanese. Secondo la National News Agency, «il nemico ha preso di mira un appartamento nel quartiere di Aisha Bakkar», nel cuore della città. «I missili sono stati lanciati contro uno degli edifici a più piani dove è scoppiato l'incendio», ricostruisce una fonte riportata dalla Tass.
«Molto probabilmente, lo scopo del raid aereo era eliminare un membro della leadership di Hezbollah», aggiunge. Camion dei pompieri e ambulanze si stanno dirigendo verso il luogo dell'attentato. Gli abitanti del quartiere non sono stati evacuati in anticipo. Aishat Bakkar ospita ora numerosi rifugiati che si sono trasferiti dal Libano meridionale dopo l'inizio dell'escalation militare. (Ansa-Afp).

06:39
AFP