Sette calciatrici iraniane ottengono asilo in Australia

Australia offre protezione a sette Lionesses iraniane in fuga dal loro Paese.
SYDNEY - Sette componenti della delegazione femminile di calcio dell'Iran, che ha disputato due partite in Australia per la Asian Cup, il torneo quadriennale di calcio femminile, hanno ottenuto l'asilo in Australia.
E il governo di Canberra conferma che a tutti i componenti della delegazione, tranne pochi, è stato offerto asilo in Australia mentre passavano per l'aeroporto di Sydney per imbarcarsi nel viaggio di rimpatrio.
Il ministro degli Interni Tony Burke ha confermato che sette componenti della delegazione della squadra, conosciuta come le Lionesses, hanno ottenuto visti di protezione, mentre gli altri membri della delegazioni hanno lasciato l'Australia dopo ave ricevuto l'offerta di rifugio.
I visti offerti dall'Australia alle sette persone sono validi per 12 mesi e avviano il percorso verso la residenza permanente. La stessa classe di visti è stata offerta in passato a cittadini ucraini, palestinesi e afgani.
"È stata data loro una scelta", ha detto il ministro Burke ai reporter. "Volevamo assicurarci che non vi fossero pressioni, o fretta. Si trattava di assicurare a quelle persone la dignità di compiere una scelta". Non è chiaro quali conseguenze affronteranno al loro ritorno.
La sorte della nazionale di calcio ha richiamato attenzione internazionale, compreso un input dal presidente Usa Donald Trump, che ha descritto come "traitors" le giocatrici che non hanno cantato l'inno nazionale. La AFC Women's Asian Cup è il torneo quadriennale di calcio femminile in cui competono le squadre femminili della Asian Football Confederation.



