Fed: l'addio di Powell a tassi invariati

Si congeda dalla Federal Reserve rivendicando la sua visione di indipendenza dell'istituzione
WASHINGTON - Jerome Powell si congeda dalla Federal Reserve rivendicando la sua visione di indipendenza dell'istituzione che ha guidato per sei anni, facendo gli auguri al suo successore Kevin Warsh, che ha appena ricevuto il via libera primario dalla Commissione bancaria del Senato.
«Sono fiducioso che l'istituzione continuerà a svolgere il proprio lavoro con obiettività, integrità e un profondo impegno al servizio del popolo americano», ha affermato nella conferenza stampa seguita al board di politica monetaria, l'ultimo da lui presieduto, che ha lasciato invariati i tassi per la terza seduta di fila, tra il 3,50% e il 3,75%.
L'economia americana ha visto la tenuta dei consumi, ma è esposta alle turbolenze dei prezzi, con un'inflazione "elevata" a causa dei costi dell'energia in aumento per la guerra in Medio Oriente. Powell non ha tolto le castagne dal fuoco al successore Walsh, su cui pende il voto del Senato e su cui adesso ricadrà tutta l'attenzione e la pressione del presidente Donald Trump per un taglio dei tassi, allo scopo di rinforzare la crescita. Sarà indipendente rispetto alla politica? «Credo abbia fatto dichiarazioni molto forti sul tema nell'audizione dinanzi alla Commissione bancaria», ha osservato Powell, bersaglio degli strali di Trump e dei più gravi attacchi a un presidente nel corso degli oltre 110 anni di vita dell'istituzione.



