Giudice blocca il piano di Trump sui parchi nazionali

Stop alla censura dell'amministrazione USA, che aveva avviato un'iniziativa volta a rimuovere informazioni su schiavitù, diritti civili, cambiamento climatico e altri argomenti.
WASHINGTON - Donald Trump incassa un altro stop. Angel Kelley, giudice distrettuale degli Stati Uniti per il Massachusetts, ha vietato all'amministrazione Usa di continuare a rimuovere dai parchi nazionali informazioni su schiavitù, diritti civili, cambiamento climatico e altri argomenti. Kelley, con un'ordinanza preliminare emessa venerdì, ha imposto al National Park Service (Nps) di sospendere ogni ulteriore iniziativa finalizzata ad attuare un ordine esecutivo di Trump che mirava a epurare i siti da «ideologie di parte» e da descrizioni che «denigrano» gli americani.
Accogliendo la causa intentata da una coalizione che comprende sostenitori dei parchi nazionali e della storia, Kelley ha scritto che la politica in questione «crea un pericoloso precedente di censura e di edulcorazione della realtà», ha riferito il Washington Post.
Il giudice ha concesso al governo federale 21 giorni di tempo per ripristinare e ricollocare tutti i materiali informativi e didattici nei siti gestiti dall'Nps che erano stati modificati, rimossi o danneggiati in seguito all'ordine esecutivo.
«La storia non può essere raccontata fedelmente se si escludono le esperienze di comunità i cui contributi, le cui lotte e i cui successi costituiscono una parte importante della storia della nostra Nazione», ha scritto Kelley. «Del resto, in un'epoca caratterizzata da fatti e 'fatti alternativi', l'unica cosa su cui dobbiamo poter contare come verità innegabile è la storia. E raccontare la verità completa della nostra storia condivisa aiuta la Nazione a guarire dai torti del passato, anziché perpetuarli».



