Varopreem deve alla Confederazione 39 milioni di tasse

Con sede a Zugo, la società è tra l'altro il gestore della raffineria di Cressier (NE)
LOSANNA - La società Varopreem, specializzata nel commercio e nella raffinazione di prodotti petroliferi, dovrà versare circa 39 milioni di franchi alla Confederazione. Alcuni prodotti soggetti a dazi non sono stati dichiarati all'amministrazione doganale, spiega il Tribunale federale (TF), che respinge un ricorso dell'azienda.
Con sede a Zugo, Varopreem è tra l'altro il gestore della raffineria di Cressier (NE). Tra il 2014 e il 2021, la società disponeva di un'autorizzazione di acquisto in franchigia, ossia senza pagamento degli oneri fiscali, di composti organici volatili (COV, utilizzati come solventi e costituenti di diversi prodotti, come vernici, profumi o detergenti), indica il TF in una sentenza dello scorso 11 dicembre pubblicata oggi.
In occasione di un controllo effettuato nell'ottobre del 2020, l'Amministrazione federale delle dogane (AFD, oggi Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini/UDSC) ha constatato che alcuni prodotti soggetti a imposizione non erano stati dichiarati al momento dell'importazione. Inoltre, alcuni di essi non figuravano nei bilanci dei COV delle raffinerie.
L'AFD ha inoltre rilevato che su una parte dei COV non era stata riscossa l'imposta sul valore aggiunto (IVA). È stato avviato un procedimento penale doganale contro un collaboratore della società e contro ignoti. L'autorità ha fatturato a Varopreem un importo totale di 54,9 milioni di franchi, di cui 47,7 milioni a titolo di tasse sui COV, 3,3 milioni per l'IVA e 3,8 milioni di interessi di mora.
In seguito a un ricorso, il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha ridotto la fattura relativa alle tasse sui COV di 12,7 milioni di franchi. I giudici di San Gallo hanno constatato che le importazioni erano state correttamente dichiarate ma non iscritte nei bilanci. Poiché l'AFD ne aveva verificato la credibilità, alla società doveva essere riconosciuta la buona fede.
Con l'IVA, la fattura finale ammonta a quasi 39 milioni di franchi. Per la III Corte di diritto pubblico del TF, il ragionamento del TAF non è criticabile e tale importo è stato confermato.



