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VALLESE

Crans-Montana, cancellate le immagini di 250 telecamere pubbliche

La scoperta durante le indagini, mancano quelle del 31 dicembre sera e quelle di Capodanno, successive alle 6. Sarebbero state eliminate dopo 7 giorni, come previsto dal regolamento.
AFP
Fonte NZZ
Crans-Montana, cancellate le immagini di 250 telecamere pubbliche
La scoperta durante le indagini, mancano quelle del 31 dicembre sera e quelle di Capodanno, successive alle 6. Sarebbero state eliminate dopo 7 giorni, come previsto dal regolamento.

CRANS-MONTANA - Le registrazioni video rappresentano uno strumento essenziale per ricostruire eventi criminosi complessi, come la catastrofe dell’incendio di Crans-Montana, poiché permettono di analizzare ciò che è accaduto prima, durante e dopo i fatti. In questo caso, tuttavia, la videosorveglianza privata del bar le Constellation si sarebbe interrotta poco prima dell’incendio.

Secondo un’inchiesta della NZZ, emerge ora che anche le immagini di oltre 250 telecamere di videosorveglianza pubblica del Comune di Crans-Montana, relative alla notte di Capodanno, sono state cancellate.

Lo riferisce il comandante della polizia comunale, Yves Sauvain, in una lettera alla procura inserita negli atti. Egli precisa che la polizia cantonale del Vallese ha conservato soltanto le registrazioni dal 1° gennaio, tra mezzanotte e le 6 del mattino; l’incendio è divampato alle 1:26.

La procura avrebbe però voluto accedere anche alle immagini del 31 dicembre e, forse, a quelle successive alle 6 del mattino del 1° gennaio. Secondo Sauvain, la polizia comunale non ha più accesso alle registrazioni di entrambi i giorni.

La situazione appare problematica sotto diversi profili. In primo luogo, già il 1° gennaio, all’apertura dell’inchiesta, la procura aveva incaricato la polizia cantonale di salvare e analizzare le immagini delle telecamere pubbliche nei pressi del bar, senza però definire un intervallo temporale preciso.

In secondo luogo, la cancellazione sembra entrare in conflitto con il regolamento comunale, che prevede la conservazione dei dati oltre una settimana se necessari a fini investigativi. Inoltre, sia il responsabile cantonale della protezione dei dati sia la giurisprudenza del Tribunale federale ammettono, in caso di reato, una conservazione fino a cento giorni.

Resta infine poco chiaro se la polizia comunale dovesse essere sollecitata esplicitamente dalla procura per prolungare la conservazione dei dati. È possibile che ritenesse sufficienti le sei ore salvate dalla polizia cantonale.

Secondo la lettera di Sauvain, la procura avrebbe chiesto le registrazioni complete solo il 15 gennaio, quando erano già state cancellate automaticamente. Ciò appare sorprendente anche alla luce del fatto che il Comune di Crans-Montana aveva sempre sottolineato l’importanza della videosorveglianza, di cui è stato pioniere nel Vallese fin dal 2006.

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