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Il Nazionale bocciata la mozione sul rimborso del debito dell'AI

La mozione chiedeva che il rimborso del debito avvenga entro il 2045 agendo prevalentemente sulle uscite.
Imago
Fonte ats
Il Nazionale bocciata la mozione sul rimborso del debito dell'AI
La mozione chiedeva che il rimborso del debito avvenga entro il 2045 agendo prevalentemente sulle uscite.

BERNA - Il Consiglio nazionale non vuole imporre già oggi dei vincoli per quel che concerne il rimborso del debito dell'AI nei confronti dell'AVS, che ammonta a 10 miliardi di franchi.

La Camera ha infatti bocciato una mozione del "senatore" Damian Müller (PLR/LU), sia nella sua versione originale, sia in quella modificata proposta dalla commissione.

Nel suo atto parlamentare, il lucernese chiedeva che il rimborso del debito avvenga entro il 2045 agendo prevalentemente sulle uscite. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale proponeva di considerare anche l'eventualità di nuovi introiti, escludendo tuttavia un aumento dell'IVA e dei prelievi salariali.

La commissione ha ritenuto che il testo iniziale, per come era formulato, fosse troppo restrittivo, ha spiegato il suo relatore Cyril Aellen (PLR/GE). Un rimborso di tale portata, basato principalmente sulle spese, non è realistico senza intervenire sulle prestazioni, ha sostenuto il ginevrino, che ha comunque sottolineato l'importanza di definire fin da subito un mandato politico chiaro.

La minoranza guidata da Barbara Gysi (PS/SG) ha chiesto di bocciare la mozione, poiché ritiene la problematica del debito già presa in considerazione nel quadro della revisione dell'AI attualmente in corso. La volontà di non aumentare i contributi salariali sarebbe in contraddizione con le linee guida fissate dal Consiglio federale, ha aggiunto la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.

La ministra della socialità ha ricordato l'avamprogetto di riforma dell'AI che il governo invierà in consultazione entro fine anno, che mira a rafforzare l'integrazione professionale e frenare l'aumento del numero di nuove rendite. Le misure che saranno proposte dovrebbero portare, a medio e lungo termine, a una riduzione delle spese e a un miglioramento della situazione finanziaria dell'AI. Se ciò non dovesse bastare, il Consiglio federale prevede tuttavia di aumentare i contributi salariali dello 0,1-0,2%, ha ricordato Baume-Schneider.

Al voto, la proposta dell'UDC - che non è intervenuta in aula - di considerare la mozione nella sua versione iniziale è stata bocciata con 106 voti contro 78 e 4 astenuti. La proposta di adottare l'atto parlamentare nella versione modificata dalla commissione è da parte sua stata respinta con 126 voti contro 61 (al No della sinistra si è aggiunta l'opposizione dei democentristi a considerare nuove entrate).

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