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Crans-Montana: il municipio incontra quattro famigliari delle vittime

Le quattro donne in questione, due madri e due adolescenti, avevano seguito l'assemblea comunale dall'esterno della sala.
Imago
Fonte ATS
Crans-Montana: il municipio incontra quattro famigliari delle vittime
Le quattro donne in questione, due madri e due adolescenti, avevano seguito l'assemblea comunale dall'esterno della sala.

CRANS-MONTANA - L'assemblea comunale di Crans-Montana (VS) svoltasi ieri sera a Chermignon-d'en-Bas, la prima dopo il dramma di Capodanno al "Le Constellation", ha avuto una coda a sorpresa. Al termine della riunione, il municipio si è intrattenuto con quattro famigliari delle vittime.

"È stato un momento davvero toccante e inaspettato, il più intenso della giornata", ha commentato il sindaco Nicolas Féraud a Keystone-ATS. "Ringrazio queste madri, queste famiglie che si sono prese il tempo di discutere con noi per quasi un'ora. Il contenuto rimarrà tra di noi. Abbiamo aperto una porta e creato un legame che fino a ora non era stato possibile", ha detto il politico.

Le quattro donne in questione, due madri e due adolescenti, avevano seguito i lavori dall'esterno della sala. Al loro arrivo, poco prima dell'assemblea, hanno incollato delle immagini in formato A4 con i volti delle vittime. "Con la nostra presenza abbiamo voluto rappresentare tutte le famiglie che non hanno potuto venire, in particolare quelle italiane e francesi", hanno precisato sempre a Keystone-ATS.

All'inizio dell'assemblea, il sindaco si è scusato a nome delle autorità locali. "È stata una decisione del municipio", ha ribadito più tardi, sottolineando che durante la famosa conferenza stampa del 6 gennaio le scuse erano state "dimenticate o espresse male". Oggi ce ne pentiamo e questa volta vogliamo parlare chiaramente, ha affermato Féraud.

Durante l'ora dedicata alle domande, due presenti hanno chiesto le dimissioni del sindaco, che però è rimasto irremovibile sulle proprie posizioni. "Mi sento ancora utile per migliorare le cose e rendere questo comune più umano", ha motivato Féraud, secondo cui, per ora, lasciare "non è all'ordine del giorno".

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