Vietate da quest'estate

Addio alle bustine monouso di condimenti nei locali europei: lo impone una nuova norma UE.
ROMA - A partire dall’estate 2026, nei locali di ristorazione europei scompariranno le tradizionali bustine monouso di ketchup, maionese, senape, sale, zucchero e olio.
A stabilirlo è una nuova norma dell’Unione Europea contenuta nel Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), approvato in via definitiva e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue.
Trattandosi di un regolamento, e non di una direttiva, le nuove disposizioni saranno valide automaticamente in tutti gli Stati membri senza necessità di leggi nazionali di recepimento. La data fissata per l’entrata in vigore è il 12 agosto 2026.
La normativa vieta l’utilizzo di imballaggi usa e getta per il consumo sul posto nel settore della ristorazione. In pratica, bar, ristoranti, trattorie, hotel e mense non potranno più servire ai tavoli condimenti e altri prodotti in confezioni monodose, considerate dall’Unione Europea inutili e difficili da riciclare. Saranno invece ammesse alternative più sostenibili, come dispenser ricaricabili, contenitori condivisi, bottiglie riutilizzabili o sistemi a rendere.
L’obiettivo del provvedimento non è eliminare specifici prodotti, ma ridurre alla radice la produzione di rifiuti, intervenendo su un comparto che contribuisce in modo rilevante all’uso quotidiano di plastica monouso. Le stesse regole si applicheranno anche al settore alberghiero: i flaconcini usa e getta di shampoo e detergenti presenti nelle camere dovranno essere sostituiti da dispenser fissi.
L’intervento dell’UE è motivato dai dati allarmanti sulla produzione di rifiuti da imballaggio: ogni cittadino europeo ne genera in media oltre 186 chili all’anno, una quantità in costante aumento. Le bustine monodose, piccole ma numerose e spesso non riciclabili, sono diventate il simbolo di un modello di consumo poco sostenibile. Il regolamento si inserisce nel più ampio quadro del Green Deal europeo e delle politiche per l’economia circolare, che mirano a prevenire la produzione dei rifiuti prima ancora di gestirli.



