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Truffe telefoniche agli anziani: due arresti

Finiti in manette un 50enne e un 38enne di nazionalità polacca
Depositphotos (NatashaFedorova)
Fonte Polizia cantonale
Truffe telefoniche agli anziani: due arresti
Finiti in manette un 50enne e un 38enne di nazionalità polacca

BELLINZONA - Due arresti per le truffe telefoniche agli anziani. Lo comunicano il Ministero pubblico e la Polizia cantonale. Si tratta di un 50enne e un 38enne di nazionalità polacca rispettivamente residenti in Austria e in Polonia. I due in particolare, sono sospettati di aver preso parte alle cosiddette "chiamate shock" ai danni di persone anziane, in particolare di quelle commesse lo scorso 9 marzo a Chiasso e Biasca, lo stesso giorno in cui poi verranno anche arrestati.

La celere segnalazione dei famigliari delle vittime alla Centrale comune d'allarme (CECAL), gli accertamenti subito avviati e la prontezza delle pattuglie attive sul territorio hanno permesso di intercettare i due cittadini polacchi mentre si allontanavano verso Nord. Il fermo è avvenuto in territorio di San Vittore e il denaro sottratto illegalmente è stato recuperato assieme a diversi oggetti preziosi. Il dispositivo ha visto il coinvolgimento anche della Polizia Città di Bellinzona, della Polizia comunale di Chiasso, della Polizia Ceresio Sud, dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e della Polizia cantonale dei Grigioni.

Il modus operandi ricalca quello evidenziato a più riprese in passato nelle sue numerose varianti. In questo caso gli autori, spacciandosi per una persona attiva in campo medico, hanno richiesto alle vittime con insistenza un'importante somma di denaro, necessaria a coprire le cure di congiunti affetti da una grave malattia. Facendo leva sullo scarso tempo a disposizione (poche ore vista la paventata serietà della situazione), hanno messo sotto pressione le vittime inducendole a consegnare il denaro (alcune migliaia di franchi) e gli averi custoditi in casa.

Le indagini condotte negli ultimi mesi indicano inoltre un loro possibile coinvolgimento in altri casi avvenuti nel nostro cantone e la loro appartenenza a un gruppo più ampio e strutturato. L'ipotesi di reato nei confronti del 38enne e del 50enne è di ripetuta truffa. La misura restrittiva della libertà è stata nel frattempo confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC). L'inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Valentina Tuoni.

Informazioni e consigli di prevenzione relativi a questa tipologia di truffa sono disponibili consultando il seguente indirizzo: https://www4.ti.ch/di/pol-new/prevenzione/truffe/truffe-telefoniche.

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