Tornare al lavoro dopo la gravidanza e ricevere la lettera di licenziamento il pomeriggio stesso

Diventare mamme (e papà) in Ticino spesso significa problemi nell'ambito lavorativo. SpazioDiRosa, un progetto lanciato a Mendrisio da Pro Familia Svizzera italiana, vuole provare a cambiare le cose.
Diventare mamme (e papà) in Ticino spesso significa problemi nell'ambito lavorativo. SpazioDiRosa, un progetto lanciato a Mendrisio da Pro Familia Svizzera italiana, vuole provare a cambiare le cose.
MENDRISIO - Anche se siamo nel 2026 il mondo della neo-genitorialità e quello del lavoro restano mondi dal difficile incontro, che viaggiano su due binari paralleli.
Per tentare di ammorbidire questi confini invisibili, provando a incentivare se non un incontro almeno un dialogo, nasce SpazioDiRosa un progetto di Pro Familia Svizzera Italiana e dello studio levatrici Amnios che è stato presentato questa domenica alla Filanda di Mendrisio.
SpazioDiRosa vuole fornire strumenti utili non solo ai neogenitori ma anche alle aziende, per tentare di instaurare un dialogo il più fruttuoso possibile.
«Lo scenario ticinese è particolarmente complesso», conferma Laura Semini-Fieni di Pro Familia Svizzera italaian, «il tessuto imprenditoriale è composto per maggioranza da piccole-medie imprese che talvolta sono quelle più in difficoltà in questo senso, perché a livello di organico e struttura sono spesso meno flessibili e faticano a venire incontro soprattutto alle neomamme. Il nostro obiettivo è far comprendere che, a fronte della crescente carenza di manodopera qualificata, trattenere nel mondo del lavoro le donne che lo desiderano è fondamentale anche per la sostenibilità del nostro sistema sociale».
La storia di Marzia*
«Lavoravo in azienda, in una posizione di responsabilità», racconta una neomamma del Mendrisiotto, «terminato il congedo maternità, anche su spinta insistente del mio datore, ho fatto tutto il necessario per poter rientrare al 100%. Non è stato facile ma avevo paura di perdere il posto, ho dovuto organizzarmi per trovare qualcuno che tenesse il bebè. Una volta rientrata al lavoro non è passata nemmeno una giornata, al pomeriggio sulla mia scrivania c'era già la lettera di licenziamento. Mi è caduto il mondo addosso».
Davide Giordano tio/20min«L’idea di SpazioDiRosa nasce come omaggio a un’amica e collega, Rosa Gatto, scomparsa nel 2022. Rosa era un’infermiera pediatrica, consulente per l’allattamento e naturopata, e ha lavorato per oltre trent’anni nel Mendrisiotto, sia in ospedale sia sul territorio.», spiega invece Gilda Gobbi dello studio levatrici Amnios, «è stata una figura molto presente e significativa, soprattutto per il suo impegno a favore della consapevolezza nell’ambito della genitorialità, dei diritti delle famiglie e dei bambini».
«Io stessa lavoro da più di vent’anni sul territorio come levatrice e, nel tempo, ho potuto osservare da vicino le difficoltà che molte donne e coppie incontrano, in particolare sul tema della conciliazione tra lavoro e famiglia», continua Gobbi, «“dobbiamo vedere”, “dobbiamo capire”, “non sappiamo”, sono queste le risposte che i neogenitori, spesso e volentieri, ricevono dai datori di lavoro, quando avanzano le loro richieste».
Da qui la volontà di invertire il paradigma: «Perché non essere, una volta tanto, i datori di lavoro a dichiarare chiaramente quali politiche aziendali intendono adottare a favore dei neogenitori, delle coppie e delle famiglie? Perché non rendere visibili, fin dall’inizio, i diritti legati alla conciliabilità, invece di lasciare che siano sempre le donne — o le coppie — a doverli chiedere o quasi “elemosinare”?».
Sul territorio esistono enti come Pro Familia Svizzera italiana e la piattaforma Vita-Lavoro a cui le imprese possono rivolgersi per una consulenza.
Per maggiori informazioni: www.profamiliasvizzeraitaliana.ch
La storia di Clara*
«Per entrambe le volte che sono restata incinta ricordo che avevo il terrore di comunicarlo al mio datore», racconta un'altra mamma, «la sensazione che si prova è sempre piuttosto sgradevole, ci si sente in colpa e c'è anche chi te lo fa pesare in maniera più o meno indiretta. Nel mio caso, con le gravidanze, non ho perso il posto di lavoro ma sono stata gradualmente “demansionata”. Fondamentalmente ho perso tutte le mie responsabilità e sono stata soppiantata da chi mi ha sostituito durante la gravidanza. E trovare un nuovo lavoro è stato un vero e proprio calvario».
*nomi di finzione





