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«Un castello di menzogne». Condannato a 8 anni l’artista della truffa

La decisione della corte: «Castello di menzogne e una falsa identità pluridimensionale». Tre anni al correo.
Ti-Press
«Un castello di menzogne». Condannato a 8 anni l’artista della truffa
La decisione della corte: «Castello di menzogne e una falsa identità pluridimensionale». Tre anni al correo.

LUGANO - Quando si dice nomen omen. È stata di 8 anni la condanna decisa dal giudice Amos Pagnamenta nei confronti del musicista austriaco Trickster, nome d’arte che in italiano si traduce con “imbroglione”.

Espulso dalla Svizzera - Il 47enne, all’anagrafe Jürgen Pichler, in via principale era finito davanti alla Corte delle Assise criminali di Lugano per aver truffato ripetutamente numerosi privati e aziende per circa 25 milioni di franchi. Per l’imputato è stata decisa anche l’espulsione dalla Svizzera per 12 anni.

«Senza nessuno scrupolo» - «Ha costruito e mantenuto una falsa identità pluridimensionale - ha precisato il giudice Pagnamenta - da uomo d’affari multimilionario a produttore musicale di fama internazionale. Da informatore della DEA e della polizia spagnola a medico. Ha prodotto una messe di documenti falsi. Aveva un’aura di persona ricca e di successo, il che rendeva comprensibile che le vittime non andassero a cercare le incongruenze. Ha mostrato grande creatività e versatilità nei metodi di truffa. Senza nessuno scrupolo».

3 anni (18 mesi sospesi) al correo- Ritenuto colpevole anche il suo correo, un 43enne irlandese alla sbarra per aver fatto da garante e per essersi accaparrato 16,8 milioni. La condanna decisa è stata, in questo caso, di 3 anni (18 i mesi sospesi). Sancita l’espulsione dalla Svizzera per 7 anni.

L'accusa - Per il 47enne, il procuratore pubblico Nicola Borga aveva chiesto una pena di 7 anni, con espulsione dalla Svizzera per 12 anni. «Da quando è in Svizzera - aveva detto nella sua requisitoria - l’imputato ha sempre commesso reati, producendo anche documenti falsi e utilizzando artifici tipici dei truffatori professionisti. Si tratta di un professionista. Un artista? Sì, ma della truffa». Per il suo correo, la richiesta era stata di 3 anni (9 mesi da scontare), con un periodo di prova di due anni.

La difesa - Per la difesa, rappresentata da Fabio Käppeli, la pena detentiva doveva essere di tre anni e mezzo, interamente da scontare, da cui dedurre il carcere preventivo. «Una condanna» quindi che tenesse anche conto «della scemata imputabilità di grado lieve». Per il 43enne irlandese, il suo avvocato Marco Masoni aveva chiesto una pena integralmente sospesa oppure contenuta in 30 mesi, con una sospensione parziale affinché l’espiazione non sia superiore ai sei mesi.

Lo schema - Come riportato nel corposo atto d’accusa, il 47enne ha utilizzato lo schema fraudolento del “buco tappa buco”. Avrebbe costruito un elaborato sistema di truffe fingendosi un imprenditore estremamente facoltoso. Avrebbe millantato di possedere beni di lusso mai esistiti – tra cui Ferrari, elicotteri, aerei, immobili in Spagna e orologi di prestigio – per convincere le vittime a concludere affari con lui.

Il film sulla sua vita - Musicista. Ma anche magnate del petrolio, proprietario di Ferrari e di elicotteri, oltre che medico. È costellata da identità differenti e diversi alias la vita ostentata dall’imputato. Una storia che si presterebbe a un lungometraggio, che lui stesso voleva realizzare (contattando addirittura Gerard Depardieu per un ruolo secondario).

Le ville, Cannes, le vetture di lusso - La vicenda, in alcuni frangenti, ha assunto i contorni di una pièce teatrale, fra viaggi a Cannes, «ville di lusso, belle signore, modelle, vetture costosissime. Una vita ricca e di successo», pensata per entrare in contatto «con altre persone di successo».

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