Dumping, l'azienda si difende: «Un errore già corretto»

Dopo le accuse di Sirica e l'interrogazione al Consiglio di Stato La Stars Be Original risponde: «Una svista operativa di cui ci assumiamo la responsabilità. Nessuno si è candidato e abbiamo già sistemato l’inserzione»
CHIASSO - Un errore, già corretto. Si difende così la Stars Be Original, realtà che si occupa di reclutare animatori turistici ed esperti del settore, diventata oggetto di un'interrogazione in cui il granconsigliere Fabrizio Sirica ha denunciato al Governo l'ennesimo caso di dumping salariale.
«Abbiamo verificato internamente quanto emerso e si è trattato semplicemente di un errore materiale nella compilazione dell’annuncio pubblicato su Indeed Italia» segnala oggi l'agenzia con sede a Chiasso. Nello specifico, ci viene spiegato, i dati relativi alla percentuale d’impiego e al salario sarebbero stati inseriti «in modo errato durante la fase di caricamento».
Una «svista operativa», spiega la Stars Be Original - dovuta «anche a un mancato controllo interno da parte nostra prima della pubblicazione, di cui ci assumiamo pienamente la responsabilità».
A conferma della non coerenza dell’annuncio, fanno notare, il fatto che non sia pervenuta alcuna candidatura, «verosimilmente anche a causa dell’indicazione salariale non realistica». «Una volta ricevuta la segnalazione, abbiamo immediatamente provveduto a correggere la situazione», ci assicurano.
La svista o, meglio, le sviste, vengono poi dettagliate: «L’importo del lordo era corretto. Il primo “incidente” lo abbiamo avuto con la valuta. Il sito sul quale abbiamo lavorato ha mantenuto la prima valuta “preferita” che era in euro, quando in realtà sarebbe dovuta essere in franchi trattandosi appunto di contratto Svizzero. C'è poi il refuso nella scheda tecnica, relativo alla percentuale lavorativa. Nell’annuncio compare come 80/100%, quando in realtà era previsto un inserimento a tempo parziale, con un impegno pari al 35/40% e 16 ore lavorative a settimana». «I nostri contratti - conclude l'azienda - rispettano la legge sul salario minimo».



