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Disoccupazione in tilt: «Mi trovo con 20 franchi in tasca e basta, questa non è dignità»

Diversi problemi per la nuova piattaforma della Confederazione, costata 200 milioni, per il versamento delle indennità. E in molti si trovano con l'acqua alla gola, anche in Ticino.
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Disoccupazione in tilt: «Mi trovo con 20 franchi in tasca e basta, questa non è dignità»
Diversi problemi per la nuova piattaforma della Confederazione, costata 200 milioni, per il versamento delle indennità. E in molti si trovano con l'acqua alla gola, anche in Ticino.

SAVOSA - L'implementazione di un nuovo sistema spesso e volentieri porta con sé degli intoppi, nel caso della SECO e del nuovo sistema per il versamento delle identità di disoccupazione si è trattato di un impaccio di entità milionaria che dovrebbe risolversi, almeno, in parte entro la fine di gennaio.

Il lancio della nuova piattaforma web ASAL 2.0 per la richiesta della disoccupazione - varata ufficialmente lo scorso 6 gennaio, e costata 200 milioni - ha causato diversi problemi: in primis all'utenza, che ha dovuto prendere dimestichezza con la nuova procedura, in secondo luogo, di elaborazione e smaltimento delle pratiche.

Alcune funzioni della piattaforma, inoltre, sarebbero ancora di difficile accesso. La SECO, interpellata dai media d'Oltralpe, ha confermato le problematiche (alcune delle quali gravi) e che i tecnici stanno lavorando per risolverle al più presto.

Il risultato finale è un enorme “tappo“ burocratico che ha portato a un effettivo congelamento dei versamenti. Si parla di decine di milioni di franchi. Una parte importante, quindi, dei quasi 150mila disoccupati svizzeri hanno iniziato il primo (finanziariamente delicatissimo) mese dell'anno con i conti già praticamente in rosso.

E il Ticino, cantone dal carovita alle stelle, non fa eccezione, come appreso da tio.ch. Fra assicurazione auto, assicurazione della casa e la cassa malati di gennaio (la prima con lo “scatto” verso l'alto), per diversi senza impiego la situazione è già da mani nei capelli.

«Ho 20 franchi in tasca, è tutto quello che mi resta», racconta un nostro lettore disoccupato.

Oltre allo spettro delle spese, ad angosciare è la grande incertezza di questi giorni: «nessuno sapeva cosa dirmi, si rimbalzavano l'uno con l'altra: cassa disoccupazione, ufficio regionale di collocamento, Confederazione... una roba da matti».

«L'ultima indennità l'abbiamo ricevuta a dicembre e con tutte le spese che ci sono fra Natale e la fine dell'anno è praticamente evaporata», continua, «molti di noi sono con l'acqua alla gola, questa non è dignità».

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