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LOCARNO

Dopo il furto di strumenti, la Musica Cittadina di Locarno si rivolge ai ladri

L'associazione si esprime in una lettera aperta. «Quanto accaduto ha inciso su uno spazio aperto, sociale e innocuo».
Tipress
Fonte Musica Cittadina Locarno
Dopo il furto di strumenti, la Musica Cittadina di Locarno si rivolge ai ladri
L'associazione si esprime in una lettera aperta. «Quanto accaduto ha inciso su uno spazio aperto, sociale e innocuo».

LOCARNO - È successo a novembre. Degli ignoti hanno fatto irruzione nella sede della Musica Cittadina di Locarno, danneggiando porte e vetri e sottraendo alcuni strumenti musicali, per poi restituirli a distanza di giorni.

Oggi la Musica Cittadina Locarno si rivolge direttamente ai malviventi attraverso una lettera aperta.

«Dopo un appello ai media, gli strumenti sono tornati. Non intatti, ma tornati. Grazie all’assicurazione e al lavoro di chi li ha riparati, oggi possono di nuovo suonare. Scrivo queste righe non per puntare il dito, né per cercare colpevoli. Scrivo per raccontare chi siamo e cosa rappresenta questo luogo che è stato violato».

«Qui non ci sono ricchezze, né interessi nascosti» - «La Musica Cittadina Locarno non è un’istituzione distante. È fatta di persone di età diverse, di volontari che dopo il lavoro o la scuola si ritagliano del tempo per provare, imparare, stare insieme. È un posto dove si cresce, dove si sbaglia, dove si ride, dove si suona anche quando la giornata è stata pesante. Qui non ci sono ricchezze, né interessi nascosti».

«Uno spazio sociale e innocuo che non sottrae nulla a nessuno» - «Ci sono strumenti che servono a portare musica nelle piazze, nelle feste, nei momenti importanti della vita collettiva. Ci sono spartiti consumati, sedie spostate mille volte, chiavi passate di mano in mano con fiducia. Per questo quanto accaduto non è stato solo un danno materiale. Ha inciso su uno spazio aperto, sociale e innocuo, che non sottrae nulla a nessuno e che contribuisce, nel suo piccolo, alla coesione e alla vita culturale della città».

«La musica continuerà» - Il messaggio, quindi, è uno solo: «A chi è entrato in questi spazi vogliamo dire solo questo: qui non c’era nulla da conquistare, nulla da sfidare, nulla contro cui ribellarsi. C’era – e c’è – una comunità che prova a fare la sua parte, con semplicità. La musica continuerà. Continueremo a provare, a suonare, a esserci; Perché la risposta più forte a ciò che divide resta sempre la stessa: stare insieme».

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