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Una mozione per un Fondo cantonale per la mobilità sostenibile

La proposta: un contributo di 5 franchi al mese per ogni posteggio presente sul territorio cantonale, sia pubblico che privato.
Una mozione per un Fondo cantonale per la mobilità sostenibile
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Una mozione per un Fondo cantonale per la mobilità sostenibile
La proposta: un contributo di 5 franchi al mese per ogni posteggio presente sul territorio cantonale, sia pubblico che privato.

BELLINZONA - Un gruppo di deputati* (primo firmatario Cristina Zanini Barzaghi) ha presentato una mozione per istituire un Fondo cantonale per la mobilità sostenibile, finanziato attraverso un contributo di solidarietà applicato ai posteggi presenti sul territorio.

Il punto di partenza è uno studio di BAK Economics commissionato dal Consiglio di Stato, che individua il trasporto pubblico come uno degli ambiti finanziariamente più onerosi per il Cantone. Le uscite nette consolidate di Cantone e Comuni superano i 155 milioni di franchi, con un deficit rispetto alla media degli altri cantoni stimato tra i 34 e i 40 milioni annui. Tra le cause, i firmatari indicano la bassa percentuale di contributi federali - il Ticino, classificato come cantone urbano nonostante il suo carattere montano, riceve sussidi inferiori rispetto ad altri, come i Grigioni che ottengono l'80% - e un'utenza che fatica ad abbandonare la mobilità individuale.

La soluzione proposta punta a creare una nuova fonte di entrate senza toccare le tariffe per chi già usa i mezzi pubblici. Il meccanismo è semplice: un contributo di 5 franchi al mese - 60 franchi l'anno - per ogni posteggio presente sul territorio cantonale, sia pubblico che privato. Con una stima di 350.000-400.000 stalli in Ticino, il gettito potenziale è calcolato attorno ai 20 milioni di franchi annui. Le risorse confluirebbero in un fondo dedicato, destinato al finanziamento del trasporto pubblico, al miglioramento dell'offerta di mobilità collettiva, allo sviluppo dell'intermodalità e alla promozione della mobilità sostenibile, con la possibilità di sostenere anche iniziative di mobilità aziendale e carsharing.

Il contributo si applicherebbe a tutte le categorie di posteggi: abitazioni, luoghi di lavoro, centri commerciali e strutture pubbliche. I firmatari prevedono tuttavia la possibilità di deroghe mirate, ad esempio per esentare un posto auto per economie domestiche con due o più persone, per chi ha difficoltà di movimento, o per zone scarsamente servite dai mezzi pubblici.

Con la mozione, si chiede al Consiglio di Stato di elaborare le basi legali necessarie, di avviare un censimento completo dei posteggi pubblici e privati - attualmente assente - e di definire tariffe, esenzioni e modalità differenziate per le categorie meritevoli di tutela.

*La proposta porta le firme di Beppe Savary-Borioli, Samantha Bourguin, Matteo Buzzi e Maura Mossi Nembrini.

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