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BELLINZONA

«Ho sentito le urla e ho chiamato la polizia»

C'è sgomento nello stabile di Via Mirasole in cui la scorsa notte una donna è stata uccisa. La commozione di chi ha dato l'allarme.
Foto PM/ tio.ch
«Ho sentito le urla e ho chiamato la polizia»
C'è sgomento nello stabile di Via Mirasole in cui la scorsa notte una donna è stata uccisa. La commozione di chi ha dato l'allarme.

BELLINZONA - «Sono stata io a chiamare la polizia stanotte. Ho sentito le urla. Sono ancora scioccata». In Via Mirasole, a Bellinzona, c'è sgomento dopo il delitto verificatosi la scorsa notte. La donna che ci ritroviamo di fronte è la persona che ha dato l'allarme. Abita proprio nello stesso stabile in cui si è consumata la tragedia. E non vuole aggiungere altro. «Conoscevo quelle persone, ma non bene», si limita a dire.

Tapparelle abbassate – Le tapparelle dell'appartamento situato al terzo piano sono tutte rigorosamente abbassate. All'interno gli specialisti della Polizia scientifica stanno cercando di ricostruire quando accaduto attorno alle 3.30 quando una 46enne è stata uccisa, verosimilmente con un'arma da taglio. Un'altra persona, un 61enne, si trova ricoverato in ospedale e verserebbe in gravi condizioni.

Fermato un ragazzo di 24 anni – In stato di fermo invece un 24enne il cui ruolo nella vicenda è ancora da stabilire. Stando a una fonte non confermata, il giovane abitava proprio nell'appartamento in questione. Sarebbe lui il presunto autore del delitto, ma sarà l'inchiesta coordinata dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas a stabilire tutte le specifiche responsabilità.

Inquilini che cambiano – «Quello è uno stabile in cui gli inquilini continuano a cambiare. Non ci si capisce nulla. Qualche tempo fa circolava anche un drogato», racconta un residente della zona. Stabile che comunque appare in buone condizioni e che sarebbe stato rinnovato negli ultimi anni.

Nastri di delimitazione – «Non so niente, non so niente», dice un'altra donna che, sotto la pioggia di questo gelido mercoledì di fine gennaio, esce dalla doppia palazzina (sei gli appartamenti in totale, tre da una parte e tre dall'altra) per depositare la carta. Nel frattempo arriva anche il postino. E si ritrova confrontato col nastro di delimitazione bianco e rosso. Dovrà consegnare lettere e giornali a un poliziotto.

Ancora molti dettagli oscuri – Ma qual è il legame tra le tre persone coinvolte nel fatto di sangue? E quale sarebbe il movente che avrebbe scatenato il delitto? Sul posto c'è un addetto del Servizio comunicazione, media e prevenzione della Polizia cantonale che al momento non rilascia alcuna informazione supplementare.

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