Servono 31 miliardi per l'esercito: Berna propone l'aumento dell'Iva

«Sappiamo che peserà sulle tasche dei cittadini, ma la sicurezza è un pilastro fondamentale», ha chiosato Martin Pfister da Berna. Si pensa a un incremento dello 0,8% per 10 anni. Al popolo l'ultima parola.
«Sappiamo che peserà sulle tasche dei cittadini, ma la sicurezza è un pilastro fondamentale», ha chiosato Martin Pfister da Berna. Si pensa a un incremento dello 0,8% per 10 anni. Al popolo l'ultima parola.
BERNA - Dal 2028 la Svizzera avrà bisogno, secondo il Consiglio federale, di circa 31 miliardi di franchi per rafforzare la sicurezza.
Il governo intende compensare queste spese aggiuntive con un aumento temporaneo dell’IVA di 0,8 punti percentuali per dieci anni. L’ultima parola spetterà al popolo.
I soldi che non bastano
A causa del peggioramento della situazione globale delle minacce, la crescita delle spese dell’esercito decisa dal Parlamento fino all’1% del prodotto interno lordo (PIL) entro il 2032 non è sufficiente, ha comunicato mercoledì il Governo.
Sono necessarie entrate supplementari per l’esercito e per gli uffici federali civili con compiti di sicurezza, come ad esempio il servizio delle attività informative, la polizia e la protezione delle frontiere.
Il fabbisogno finanziario supplementare di 31 miliardi di franchi previsto a partire dal 2028 dovrebbe essere coperto da un aumento dell’IVA di 0,8 punti percentuali, limitato a dieci anni e vincolato a uno scopo specifico, ha ribadito il Consiglio federale. Questo denaro dovrebbe confluire in un fondo per gli armamenti autorizzato a contrarre debiti.
Un iter che ci porterà alle urne
Entro la fine di marzo il Dipartimento federale della difesa (DDPS) dovrà elaborare i dettagli della proposta. Nel corso del prossimo inverno il Parlamento dovrebbe entrare in materia.
L’ultima parola spetterà al popolo e ai Cantoni, poiché per un aumento dell’IVA è necessaria una modifica della Costituzione. La votazione è prevista per l’estate del 2027, quindi poco prima delle nuove elezioni federali.
20 Min / Stefan Lanz«Sappiamo che peserà sulle tasche del cittadino»
Un aumento dell'IVA si traduce matematicamente in una vita più cara per gli svizzeri: «Sappiamo che un'aumento di questo tipo comporterà una riduzione del potere d'acquisto dei cittadini», ha commentato il consigliere federale Martin Pfister in conferenza stampa da Berna, «ma la sicurezza è un pilastro fondamentale per il funzionamento di ogni società».
Al momento, alla luce delle tensioni geopolitiche in Europa che ci interessano direttamente, ha sottolineato il "ministro" di Zugo, la difesa del Paese soffre di "lacune critiche" dovute ai risparmi dei decenni precedenti.
Basti pensare, che solo un terzo delle persone astrette al servizio militare può essere equipaggiata di tutto punto, ha sottolineato Pfister.
«Così ci difendiamo da attacchi a distanza e minacce ibride»
La “lista della spesa” dell'esercito, infatti, è già stata definita e «le priorità sono state riorganizzate», asserisce Pfister. Nei messaggi sull’esercito del 2026 e del 2027 saranno ad esempio inclusi sistemi di difesa aerea terrestre a corto e medio raggio e sistemi di difesa contro mini-droni, indica la nota della Confederazione.
Avranno inoltre priorità elevata gli investimenti nell’informatica, nella cibersicurezza e nella ricognizione e difesa elettromagnetica.





