Il contributo di Berna per le vittime di Crans-Montana fa tutt'altro che l'unanimità

I 50'000 franchi proposti dalla Confederazione alle famiglie non convincono gli interpellati dal sondaggio Tamedia, fra chi pensa che non siano abbastanza, chi troppi e chi il giusto. Tanti gli indecisi.
ZURIGO - Il contributo di solidarietà proposto dal Consiglio federale per le vittime della catastrofe di Crans-Montana divide gli svizzeri, è quanto emerge dal sondaggio di Tamedia e 20minuti, svolto a ridosso delle ultime votazioni dell'8 marzo.
I risultati sono particolarmente divisivi: il 37% degli intervistati giudica adeguato l’importo di 50'000 franchi per vittima, mentre il 31% lo considera troppo elevato. Solo l’11% ritiene invece che la somma sia insufficiente, mentre il 21% non esprime un’opinione.
Le differenze si notano soprattutto prendendo in esame le simpatie politiche degli interpellati: tra gli elettori dell’UDC prevale nettamente la percezione di un contributo eccessivo (43%), mentre tra gli elettori di altri partiti domina l’idea che l’importo sia adeguato, con percentuali che raggiungono il 44% tra PLR, Centro e PS.
Anche l’età incide sulle valutazioni: i più giovani (18-34 anni) sono i più critici, con il 37% che giudica il contributo troppo elevato, mentre tra gli over 65 cresce il consenso sull’adeguatezza della cifra (46%).
Dal punto di vista territoriale, nelle città il giudizio è più favorevole: solo il 25% considera il contributo eccessivo, contro il 33% nelle aree rurali e negli agglomerati. Parallelamente, nelle zone urbane si registra anche una quota più alta di chi ritiene l’importo troppo basso (14%).
Infine, il livello di istruzione mostra una tendenza chiara: tra chi ha una formazione di base il contributo è più spesso percepito come eccessivo (37%), mentre tra i laureati questa quota scende al 25%, con una maggiore propensione a considerarlo adeguato.



