Federico Tomasoni è ripartito in nome della sfortunata Matilde

«Fra noi funzionava tutto, non vedevamo l’ora di stare insieme, ci siamo trovati subito»
«Matilde mi ha insegnato a sognare in grande».
«Fra noi funzionava tutto, non vedevamo l’ora di stare insieme, ci siamo trovati subito»
«Matilde mi ha insegnato a sognare in grande».
CASTIONE DELLA PRESOLANA - Una finale pazzesca dopo dei turni di qualificazione pazzeschi. Così, lo scorso 21 febbraio, Federico Tomasoni ha vissuto il giorno sportivamente più bello della sua vita. L’atleta italiano ha vinto l’argento nello ski-cross alle Olimpiadi di Milano-Cortina, arrendendosi solo al connazionale Simone Deromedis e precedendo il nostro eccezionale Alex Fiva.
Giorno più bello della vita sportiva perché, allargando gli orizzonti, come migliore in assoluto il 28enne bergamasco ha scelto senza dubbio quello in cui ha conosciuto Matilde Lorenzi. Amica, compagna, amore vero fino a un tristissimo giorno di novembre del 2024, quando un incidente sugli sci ha spezzato un’unione fortissima. E proprio a lei l’atleta azzurro ha dedicato il risultato a cinque cerchi. E proprio a lei continua a pensare ancora oggi, nonostante la sua vita sia andata avanti.
«Ho conosciuto Matilde nel maggio del 2024 a un corso dell’Esercito - ha raccontato al Corriere della Sera Tomasoni - Abbiamo iniziato a frequentarci, poi a giugno la prima vacanza insieme a Livigno, proprio lì dove ho vinto la medaglia. Fra noi funzionava tutto, non vedevamo l’ora di stare insieme, ci siamo trovati subito. È stato un colpo di fulmine come quelli dei film. Dalla sua morte è passato un anno e mezzo. I primi dodici mesi sono stati un calvario, poi ho reagito pensando alle Olimpiadi. Alcuni atleti mi hanno scritto: “Ero più emozionato per la tua medaglia che per la mia”».
Le emozioni e il ricordo restano. «Matilde mi ha insegnato a sognare in grande. Era sempre concentrata nell’allenarsi mentre a me questo approccio un po’ mancava. Ma alle Olimpiadi dovevo essere concentrato al massimo, lei mi ha lasciato questa grande lezione. Il 3 aprile organizzeremo una festa sulla neve per lei: con la medaglia sarà ancora più bello».








