Iniziativa neutralità, si passa per la Conferenza di conciliazione

Consiglio nazionale e Stati restano divisi su come inserire il principio di neutralità nella Costituzione federale.
BERNA - Ci vorrà una Conferenza di conciliazione per stabilire se all'iniziativa sulla neutralità andrà contrapposto un controprogetto diretto, ossia a livello Costituzionale. Oggi il Consiglio nazionale e degli Stati hanno infatti mantenuto le loro posizioni contrapposte.
Stamattina, la Camera dei cantoni ha ribadito, per 23 voti a 21, la sua intenzione di proporre una controproposta. Oltre a ciò, i "senatori" hanno nuovamente raccomandato a popolo e cantoni di respingere l'iniziativa e di approvare il controprogetto. La proposta di Marco Chiesa (UDC/TI) di raccomandare un "sì" ad entrambi gli oggetti è stata respinta per 37 voti a 6.
Per quanto attiene al controprogetto, il plenum ha deciso di sfrondarlo per renderlo più appetibile al Nazionale. Concretamente, la Costituzione federale dovrebbe essere completata con un articolo in cui si specifica che "La Svizzera è neutrale. La sua neutralità è permanente e armata".
Niente da fare per una proposta di Carlo Sommaruga (PS/GE), respinta per 24 voti a 20, che voleva rimanere alla versione originale del controprogetto aggiungendo al testo che la "Confederazione si avvale della neutralità per garantire l'indipendenza e la sicurezza della Svizzera nonché prevenire i conflitti o contribuire alla loro risoluzione. Offre i propri buoni uffici in qualità di mediatrice".
L'iniziativa, la cui denominazione ufficiale è "Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)", è stata lanciata da Pro Svizzera e da alcuni membri dell'UDC. Chiede di iscrivere nella Costituzione una definizione di neutralità, esigendo che Berna non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto contro la Svizzera. Il testo vuole che la Confederazione rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, al contrario di quanto fatto con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.
Obiettivi, questi, considerati troppo rigidi dai detrattori che non vogliono limitare il margine di manovra della Svizzera in materia di politica estera; insomma, il principio di neutralità deve rimanere pragmatico e flessibile.
Diversamente dal Nazionale, nel giugno 2025 i "senatori" avevano scelto di presentare un controprogetto diretto, ritenendo che occorresse sancire la definizione di neutralità nella Costituzione per consentire al popolo di votare su una versione che corrisponde alla prassi attuale. Contrariamente all'iniziativa, il controprogetto non limita infatti le sanzioni o la collaborazione con eserciti stranieri. Gli Stati credono che un controprogetto dovrebbe evitare che l'iniziativa venga accolta.
La mano tesa stamattina dai "senatori" in direzione del Nazionale non ha però convinto la Camera, che a inizio serata ha nuovamente respinto il controprogetto, con 107 voti contro 80. Con 121 voti contro 63 (3 astenuti) ha in seguito nuovamente raccomandato al Sovrano di bocciare l'iniziativa.



