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Per la Posta, utili in netto aumento

La crescita dei profitti è trainata da aumenti tariffari, digitalizzazione e performance positiva di PostFinance, ma pesano i cali nel settore lettere e l’esigenza di nuove riforme.
TiPress
Fonte ats
Per la Posta, utili in netto aumento
La crescita dei profitti è trainata da aumenti tariffari, digitalizzazione e performance positiva di PostFinance, ma pesano i cali nel settore lettere e l’esigenza di nuove riforme.

BERNA - Profitti in sensibile aumento per la Posta: nel primo trimestre l'azienda ha realizzato un utile netto di 64 milioni di franchi, il 78% in più dello stesso periodo dell'anno precedente. In crescita anche il risultato operativo Ebit, che è passato da 57 a 94 milioni (+65%), su ricavi d'esercizio pari a 1,8 miliardi (+0,5%). Per l'impresa rimane però «la necessità di agire».

L'utile operativo è stato conseguito in un «contesto difficile» e rappresenta un valore in linea con le aspettative che «dimostra l'efficacia delle misure tariffarie» (cioè degli aumenti di prezzo) «e di incremento dell'efficienza attuate lo scorso anno», si legge in un comunicato odierno.

Sul lato positivo, la dirigenza mette la progressione del volume di pacchi (+4,4%) e la crescita degli invii pubblicitari non indirizzati (+7,7%), come pure l'espansione dell'uso delle offerte digitali: nei primi tre mesi la clientela ha utilizzato la Post-App 17,4 milioni di volte, ossia circa il 50% in più rispetto all'analogo periodo del 2025. Un importante contributo ai profitti arriva inoltre dalla filiale finanziaria PostFinance, che ha presentato ricavi per 393 milioni (-6%) e un risultato d'esercizio di 80 milioni (+18%)

Rimangono però le sfide a cui la Posta deve far fronte: sia i versamenti allo sportello (-10,6%) sia il settore delle lettere (-4,2%) sono in calo, a fronte di strutture dei costi che restano perlopiù fisse, si rammaricano i vertici. La Posta continua a perdere entrate importanti: nel settore delle lettere e dei giornali si registra infatti una riduzione del fatturato pari a circa 85 milioni di franchi all'anno. Il segmento rete postale presenta un risultato negativo trimestrale di 28 milioni.

«Il mercato è complesso e la situazione geopolitica continua a essere incerta», chiosa il responsabile delle finanze Alex Glanzmann, citato nella nota. «Rimane quindi la necessità di agire. Stiamo affinando la nostra strategia: rafforziamo l'attività di base, cresciamo in modo mirato e diventiamo come organizzazione più semplici e veloci», aggiunge.

Per garantire un servizio universale finanziariamente sostenibile senza fondi pubblici, sino al 2030 la Posta affinerà la propria strategia, con l'obiettivo di rafforzare la sua attività nella logistica, nella comunicazione, nella mobilità e nei servizi finanziari. Il gruppo si focalizzerà principalmente su una crescita organica mirata in tali mercati chiave, anziché sulle acquisizioni.

Per gli utenti sono in arrivo a quanto sembra nuovi aumenti. «In tutto ciò continueranno a rientrare misure tariffarie», scrive infatti l'impresa. La Posta dovrà ridurre anche costantemente i propri costi interni: nei prossimi anni i processi saranno quindi semplificati. «Si sta già lavorando in tal senso», assicura il gruppo. L'organico presenta 35'000 impieghi a tempo pieno, 500 in meno di un anno prima.

L'azienda - una società anonima di diritto speciale al 100% in mano alla Confederazione - si addentra anche in campo politico, presentando rivendicazioni. «Oltre a ulteriori misure tariffarie e di incremento dell'efficienza, la Posta necessita di una modernizzazione completa delle disposizioni regolatorie», si legge nel comunicato. «La Svizzera deve beneficiare di un mandato di servizio universale in linea con le reali esigenze della clientela». Senza le necessarie riforme il rischio è che l'offerta perda la sua rilevanza e diventi troppo costosa, mette in guardia l'impresa. Il Consiglio federale ha annunciato a tale proposito una revisione completa della legislazione postale. La Posta sostiene questa procedura «con l'obiettivo di continuare a offrire un servizio pubblico forte, moderno e autofinanziato».

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