Contro il "maxi-macello" di Micarna arriva il ricorso

Secondo i ricorrenti il progetto non rispetta la legislazione vigente.
Secondo i ricorrenti il progetto non rispetta la legislazione vigente.
FRIBURGO - Gli oppositori del macello Micarna a St-Aubin (FR) hanno presentato ricorso al Tribunale cantonale (TC) contro la decisione delle autorità di rilasciare le licenze edilizie relative alle infrastrutture condivise e al nuovo mattatoio della controllata di Migros, respingendo così tutte le opposizioni relative al campus AgriCo. Secondo i ricorrenti il progetto non rispetta la legislazione vigente.
Il ricorso collettivo è stato presentato da Greenpeace Svizzera, EcoTransition-La Broye e 30 residenti del comune di St-Aubin e dintorni, hanno comunicato oggi gli oppositori. Esso non riguarda l'impianto di depurazione, «nonostante le sue ambizioni minime rispetto alla legge», considerando che «la regione ne ha urgente bisogno».
Oltre alla licenza edilizia, il procedimento avviato dinanzi al TC menziona il piano dettagliato delle attrezzature, le prove statiche dei pali di fondazione, la piattaforma di mobilità e le condutture necessarie per l'approvvigionamento idrico, si legge nel comunicato.
I ricorrenti citano inoltre la violazione di diverse leggi: vengono menzionate in particolare la protezione delle acque, del clima e della natura. Per memoria, è previsto che l'impianto di lavorazione del pollame di Micarna macelli oltre 30 milioni di volatili all'anno.
Gli oppositori chiedono che al ricorso venga accordato l'effetto sospensivo: il loro obiettivo è impedire che i lavori di costruzione abbiano inizio prima della sentenza del Tribunale cantonale.
Il Cantone aveva annunciato a inizio aprile che la prefettura della Broye aveva dato il suo via libera alle infrastrutture condivise e al macello nell'ambito del progetto AgriCo, dedicato al settore agroalimentare e alla biomassa.
L'entrata in funzione del sito, che sorgerà su una superficie di 95'000 metri quadrati, è prevista entro il 2028. Stando alle stime il campus offrirà oltre 700 posti di lavoro entro il 2029 (e 1'600 impieghi a lungo termine). Gli investimenti pubblici e privati ammontano a circa mezzo miliardo di franchi.




