«Affollamento sui treni? Lamentele che non vanno prese sul serio»

Benedikt Weibel, ex capo delle FFS, suggerisce stop agli ampliamenti e investimenti sulla digitalizzazione per risolvere il sovraccarico del sistema ferroviario.
BERNA - Le FFS si trovano di fronte a un arretrato di manutenzione stimato in 9,5 miliardi di franchi. Una cifra che non sorprende Benedikt Weibel, ex presidente delle Ferrovie federali, ma che lo lascia «scioccato» per la reazione politica e mediatica, giudicata troppo indifferente.
L'ex dirigente è stato intervistato dalla NZZ. «La catastrofe si annunciava da tempo», afferma. Secondo Weibel, il problema non può essere risolto semplicemente chiedendo più soldi alla Confederazione.
La manutenzione prima di tutto
Per l’ex dirigente, la responsabilità principale ricade sulle FFS stesse. La legge impone di mantenere l’infrastruttura in buono stato e di adeguarla allo sviluppo del traffico e della tecnologia. «Se questo fosse stato rispettato, non ci troveremmo in questa situazione», sostiene. Anche la politica, però, ha contribuito spingendo con forza sull’ampliamento della rete ferroviaria, spesso per ragioni regionali.
Ma, secondo Weibel, sarebbe spettato alle FFS «tirare il freno d’emergenza», segnalando per tempo uno squilibrio tra nuovi progetti e manutenzione. Il risultato è oggi un sistema sovraccarico, con troppi cantieri e progetti dall’utilità discutibile, come la stazione passante di Lucerna o il nodo di Basilea, giudicati troppo costosi rispetto ai benefici.
«Affollamento? Fa parte del gioco»
La sua proposta è netta: stop ai nuovi ampliamenti e priorità assoluta alla manutenzione. Solo in un secondo tempo si potrà ripensare lo sviluppo della rete. Weibel ridimensiona anche le critiche sulla presunta mancanza di posti a sedere sui treni. L’affollamento, dice, «fa parte del gioco» e spesso è sovrastimato. Il potenziale di miglioramento, piuttosto, sta nell’ottimizzazione del sistema: migliori flussi di salita e discesa, più coordinamento nelle fermate e soprattutto digitalizzazione.
Secondo l’ex direttore, tecnologie come l’Automatic Train Operation o i sistemi di controllo basati sull’intelligenza artificiale potrebbero aumentare sensibilmente la capacità della rete senza nuove grandi opere. Ma servono investimenti importanti e una gestione rigorosa dei progetti.
L'auspicio: un progetto ferroviario nazionale
Solo una volta completata questa trasformazione digitale, la Svizzera dovrebbe tornare a pianificare ampliamenti su larga scala. In prospettiva, Weibel auspica un nuovo progetto ferroviario nazionale, paragonabile a Ferrovia 2000, capace di ripensare l’intero sistema entro il 2050.
Per ora, però, la priorità è una sola: «la manutenzione prima di tutto».



