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Crans-Montana, l'interrogatorio di 12 ore e il muro di gomma

Patrick Clivaz, delegato alla sicurezza del comune, avrebbe negato di essere a conoscenza di eventuali carenze nei controlli. Le famiglie delle vittime non ci stanno
AFP
Fonte 20 Minuten
Crans-Montana, l'interrogatorio di 12 ore e il muro di gomma
Patrick Clivaz, delegato alla sicurezza del comune, avrebbe negato di essere a conoscenza di eventuali carenze nei controlli. Le famiglie delle vittime non ci stanno

SION - È durato dodici ore l’interrogatorio di Patrick Clivaz, consigliere comunale di Crans-Montana con delega alla sicurezza pubblica, nell’ambito dell’inchiesta sul tragico incendio del Le Constellation. L’audizione, iniziata lunedì alle 9 e conclusa alle 21, è stata condotta da tre procuratrici.

Le famiglie delle vittime sono spazientite
Secondo diversi avvocati delle famiglie delle vittime, Clivaz avrebbe negato di essere a conoscenza di eventuali carenze nei controlli di sicurezza. Una posizione, la sua, che ha provocato dure reazioni. «Purtroppo, la stessa storia si ripete a ogni udienza. Abbiamo a che fare con un piccolo gruppo di persone che ricoprono posizioni di responsabilità in questa comunità e non sono oneste», ha dichiarato a RTS l’avvocato Christophe de Galembert. «Si sta sottraendo alle sue responsabilità. Sta diventando snervante».

Sulla stessa linea anche Alain Viscolo, legale di diverse famiglie coinvolte: «Ogni volta che un membro dell’amministrazione comunale viene interrogato, sentiamo sempre la stessa versione». Come già il sindaco Nicolas Féraud, Clivaz avrebbe sostenuto di non essere a conoscenza di problemi nei controlli di sicurezza.

Manca l'assunzione di responsabilità, per l'avvocato
Dalle indagini emerge che l’ultima ispezione del locale risale al 2019, nonostante la normativa preveda verifiche annuali per gli esercizi pubblici. A Crans-Montana, tuttavia, questi controlli sarebbero stati effettuati solo parzialmente. Critico anche l’avvocato Gilles Antoine Hofstetter: «Ho l’impressione che non si stia assumendo la responsabilità delle mancanze di cui è accusato nell’ambito delle sue competenze».

«No comment»
Al termine dell’udienza, Clivaz non ha rilasciato dichiarazioni ai media. La sua legale, Charlotte Dayer, ha riferito che il cliente è «esausto ma soddisfatto di aver collaborato con il sistema giudiziario nel modo più chiaro e trasparente possibile», evitando però di entrare nel merito delle accuse sui controlli di sicurezza.

Resta inoltre una possibile contraddizione nelle testimonianze: secondo RTS, il capo del servizio di sicurezza pubblica avrebbe segnalato a Clivaz la carenza di personale per effettuare i controlli previsti dalla legge. Interpellata sulla discrepanza, l’avvocata ha risposto: «Non commenterò la questione».

Negata una strategia comune
La difesa ha infine escluso un coordinamento tra Clivaz e il sindaco Féraud: «Se le dichiarazioni sono simili, è perché riflettono la realtà. Non c’è una strategia comune». L’inchiesta penale è proseguita oggi con l’audizione dell’attuale vice capo dei servizi di sicurezza, della quale al momento non si hanno informazioni.

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