Hantavirus, uno svizzero in quarantena nei Paesi Bassi

Era a bordo della nave da crociera come membro dell'equipaggio
Era a bordo della nave da crociera come membro dell'equipaggio
BERNA / AMSTERDAM - Un membro svizzero dell’equipaggio della nave da spedizione MV Hondius è stato trasferito nei Paesi Bassi dopo il violento focolaio di hantavirus che ha colpito l’imbarcazione durante una crociera nell’Atlantico meridionale. L’epidemia, che ha già provocato diverse vittime, continua a tenere alta l’attenzione delle autorità sanitarie internazionali.
Secondo quanto dichiarato nel fine settimana da Anne Lévy, direttrice dell’Ufficio federale della sanità pubblica svizzero (UFSP), il cittadino elvetico «non presenta sintomi e sta bene», pur essendo stato a stretto contatto con alcune delle persone contagiate.
Quarantena obbligatoria in un hotel controllato
La Hondius naviga sotto bandiera olandese e, proprio per questo motivo, la gestione sanitaria dell’emergenza è stata affidata alle autorità dei Paesi Bassi. Il membro svizzero dell’equipaggio non potrà quindi rientrare immediatamente in Svizzera.
L’Istituto nazionale olandese per la salute pubblica e l’ambiente (RIVM) ha confermato l’allestimento di una speciale struttura alberghiera destinata alla quarantena dei membri dell’equipaggio e dei passeggeri stranieri impossibilitati a fare ritorno nei rispettivi Paesi. I costi dell’isolamento saranno interamente coperti dal governo olandese.
La quarantena durerà sei settimane e sarà regolata da misure particolarmente severe: gli ospiti potranno uscire soltanto per brevi passeggiate, mantenendo una distanza minima di 1,5 metri dalle altre persone e indossando sempre la mascherina. Previsti inoltre test settimanali per individuare eventuali infezioni da hantavirus, mentre pasti e biancheria verranno consegnati direttamente davanti alle camere. Vietate, infine, tutte le visite esterne.
La crociera trasformata in tragedia
La Hondius era partita il 1° aprile di Ushuaia, in Argentina, per una spedizione nell’Atlantico meridionale. Quello che doveva essere un viaggio scientifico e turistico si è però rapidamente trasformato in un’emergenza sanitaria.
L’11 aprile un passeggero olandese è morto a bordo dopo aver contratto l’hantavirus. La moglie aveva lasciato la nave il 24 aprile sull’isola di Sant’Elena per accompagnare la salma del marito verso i Paesi Bassi, ma due giorni più tardi è deceduta a sua volta in un ospedale di Johannesburg, in Sudafrica. Il 2 maggio una terza vittima, una passeggera tedesca, è morta a bordo della nave.
Finora sono stati confermati nove casi di infezione tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Nonostante la gravità dell’episodio, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) invita alla cautela ma esclude scenari paragonabili alla pandemia di Covid-19. Gli esperti ricordano infatti che l’hantavirus si trasmette da persona a persona solo in casi molto rari.




