Cerca e trova immobili
SVIZZERA

La legge italiana che fa tremare l'industria elvetica

Svizzera a rischio esclusione dal mercato: «In gioco appalti per quasi un miliardo di franchi»
Deposit Photos
Fonte Tages-Anzeiger
La legge italiana che fa tremare l'industria elvetica
Svizzera a rischio esclusione dal mercato: «In gioco appalti per quasi un miliardo di franchi»

ZURIGO - Il protezionismo promosso da Giorgia Meloni - una sorta di “Italy First” sul modello di Donald Trump - rischia di costare caro alla Svizzera. Il discusso progetto di legge che concede vantaggi fiscali solo a chi acquista macchinari provenienti dall’Unione Europea o dallo Spazio Economico Europeo sta suscitando forti reazioni, anche oltreconfine. I produttori svizzeri temono la perdita di commesse per quasi un miliardo di franchi. Dopo le perplessità espresse persino dal presidente della Confederazione Guy Parmelin, anche diversi giuristi parlano apertamente di violazione degli accordi commerciali internazionali. Una mossa che potrebbe minare il sostegno politico svizzero ai nuovi accordi bilaterali con l’UE.

In concreto, i nuovi sgravi fiscali previsti per le imprese italiane altererebbero pesantemente la concorrenza. A parità di prezzo e qualità tra un macchinario svizzero e uno tedesco, il prodotto elvetico non avrebbe chance. La norma prevede un ammortamento straordinario fino al 180%, ma solo per macchinari prodotti nell’UE o nello SEE. Su un investimento di 500 mila euro, un’azienda potrebbe risparmiare fino a circa 216 mila euro di tasse scegliendo un prodotto “agevolato”: un vantaggio che nessuno sconto commerciale potrebbe compensare.

Uno smacco per la Svizzera - L’Italia è infatti il quinto mercato più importante per l’industria tecnologica elvetica: nel 2024 le esportazioni verso sud hanno raggiunto i 3,2 miliardi di franchi. «Solo per l’industria delle macchine sono in gioco commesse per quasi un miliardo», ha dichiarato al Tages-Anzeiger Jean-Philippe Kohl, vicedirettore di Swissmem. Decine le aziende che già si sono rivolte all’associazione di categoria. «I produttori svizzeri non possono reggere a tali distorsioni della concorrenza», avverte Kohl. In altre parole, si rischia di perdere l’intero mercato italiano.

La Segreteria di Stato dell’economia (Seco) conferma contatti in corso: «In questi giorni si sono tenuti colloqui sia a Berna sia a Roma», ha dichiarato al quotidiano la portavoce Antje Baertschi, aggiungendo che sono previsti ulteriori passi. «Bisogna trovare una soluzione in tempi brevi per evitare danni da entrambe le parti». In gioco c’è un volume commerciale complessivo di oltre 51 miliardi di franchi.

Violazione dell'accordo di libero scambio - Secondo Michael Hahn, professore di diritto europeo e internazionale economico all’Università di Berna, se la normativa entrasse in vigore così com’è, «l’Italia violerebbe sia l’accordo di libero scambio del 1972 con la Svizzera sia le regole della WTO». I trattati vietano infatti discriminazioni fiscali a danno delle merci straniere. Berna potrebbe ricorrere proprio all’Organizzazione mondiale del commercio, ma Hahn ritiene più probabile un intervento della Commissione europea: «L’Italia è tenuta a rispettare il diritto dell’UE. Bruxelles dovrebbe intervenire per far modificare il progetto».

I timori però vanno oltre il caso italiano. Swissmem teme un effetto domino: circa il 50% dell’export svizzero è infatti diretto nell’UE. «Se altri Paesi facessero lo stesso, sarebbe un rischio esistenziale per l’industria elvetica», avverte Kohl. Uno scenario che potrebbe incrinare ulteriormente il sostegno agli Accordi Bilaterali III: «È difficile convincere la popolazione dei vantaggi di nuovi accordi quando la Svizzera viene già discriminata in questo modo». Paradossalmente, osserva Hahn, proprio i Bilaterali III offrirebbero strumenti più efficaci di risoluzione delle controversie. «Non conosco casi in cui l’UE non abbia rispettato una decisione arbitrale bilaterale», conclude.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE