Matteo Tosetti e il segreto del Thun

«Troppi infortuni a Lugano, problema serio, da risolvere»
Tosetti: «Difficile criticare i bianconeri, credo sia più giusto applaudire i biancorossi».
«Troppi infortuni a Lugano, problema serio, da risolvere»
Tosetti: «Difficile criticare i bianconeri, credo sia più giusto applaudire i biancorossi».
LUGANO - Ticinese purosangue, il calcio come grande passione, un trascorso a Lugano negli anni delle soddisfazioni in Challenge League e della prima salvezza in Super League, e quattro a Thun: pochi meglio di Matteo Tosetti possono parlare con cognizione di causa della Super League. Di questa Super League, nella quale i biancorossi sono una sorpresa e i bianconeri vogliono continuare a sognare.
«Dopo tanti mesi ormai non si può dire che il Thun sia una sorpresa - ci ha raccontato proprio il (quasi) 34enne centrocampista - Sta facendo un campionato incredibile, è vero, ma si è confermato come la squadra da battere. Dopo la sosta non è cambiato nulla, anzi, i bernesi sono ancora più pericolosi della prima parte di stagione e lo hanno dimostrato anche a Basilea. Sono consapevoli di avere grandi mezzi, hanno fiducia e poi, più importante, sono un gruppo incredibile».
Il segreto è tutto lì.
«Sono partiti da lontano, con un progetto serio in Challenge League, e da lì hanno cominciato a costruire. Il segreto, se così si può dire, sta nella società, strutturata bene, che lavora bene con i mezzi che ha, senza sbilanciarsi. Alla Stockhorn Arena sono poi bravissimi nella scelta dei giocatori. In primis guardano l’uomo, poi il calciatore. E questo secondo me è fondamentale per poi avere un gruppo sano, per evitare problemi all’interno dello spogliatoio. Tutti quelli che salgono sulla macchina creata da Lustrinelli si trovano benissimo e rendono alla grande. Non è un caso. E stiamo a volte parlando di ragazzi che rispetto a quelli delle rivali non hanno la stessa qualità. Stanno facendo un campionato al limite della perfezione».
Tante ottime prestazioni, tanti esami superati… non è più lecito aspettarsi che rallenterà?
«Non possiamo dire che non succederà, questo nessuno lo sa. Però vedendo lo stato di fiducia dei giocatori e la compattezza che hanno, credo sia difficile. A Thun hanno davvero la possibilità di scrivere una bellissima storia. Anche se la strada è ancora lunga e, soprattutto, la pressione aumenterà. Perché finora tutti hanno trattato i bernesi come una bella favola e loro hanno giocato “leggeri”. Nelle prossime settimane, però, sarà diverso: avvicinandosi alla fine, se avranno ancora la possibilità di vincere il titolo, di sicuro saranno sotto pressione. E non è detto che sapranno reggerla».
In un rallentamento sperano le inseguitrici. Il Lugano in primis.
«Club che ora ha una struttura imponente, importante, nella quale non si lascia nulla al caso. È difficile criticare i bianconeri. Sono in una striscia positiva, sono secondi… Sabato hanno buttato due punti contro il Grasshopper, è vero; ma hanno giocato un buon match, che avrebbero potuto chiudere prima dei 20’ finali. Più che trovare una loro pecca credo sia giusto applaudire il Thun».
A Lugano hanno l’infermeria piena.
«Ecco, sì, quello degli infortuni è un problema serio, che in queste stagioni i bianconeri hanno pagato carissimo. Qualcosa da studiare e risolvere perché ormai è da un po’ che va avanti così. Se mancano tanti giocatori è infatti più difficile rimanere competitivi. Perché l’allenatore è costretto a modificare un modulo o una formazione che davano garanzie o, anche, perché non può “cambiare” la partita in corso con le sostituzioni. A Cornaredo staranno sicuramente valutando la cosa, partendo dal metodo di lavoro applicato, tenendo conto del fatto che la casualità non può spiegare tutto. Tante ricadute, per esempio, come quelle di Alioski o Marques, sono difficilmente giustificabili».








