«Siete vergognosi, complici di assassini»: Giorgio Fonio querela un giornalista italiano

Mimmo Cugini ha lasciato un commento pesante sotto un post pubblicato dal politico ticinese riguardante l'escalation diplomatica tra Svizzera e Italia.
Mimmo Cugini ha lasciato un commento pesante sotto un post pubblicato dal politico ticinese riguardante l'escalation diplomatica tra Svizzera e Italia.
LUGANO - Giorgio Fonio non ci sta. E dopo un commento dai toni decisamente forti lasciato da un giornalista italiano sotto un suo post social relativo alle recenti tensioni tra Svizzera e Italia, scatta la querela.
Il giornalista in questione è Mimmo Cugini, firma della Gazzetta dello Sport e di Panorama, e il commento è "Siete vergognosi, complici di assassini".
Il post pubblicato su Facebook il 28 gennaio dal consigliere nazionale del Centro faceva riferimento alla sua partecipazione a un dibattito della Rsi legato all'escalation diplomatica tra Svizzera e Italia creatasi in seguito alla tragedia di Crans-Montana.
«In qualità di rappresentante legale del Consigliere nazionale Giorgio Fonio, informo di aver presentato una querela penale presso il Ministero pubblico del Cantone Ticino nei confronti di un noto giornalista italiano, in relazione a un commento pubblicato su Facebook, contenente accuse gravi ritenute calunniose e diffamatorie», scrive l'avvocato Rupen Nacaroglu, rappresentante legale di Fonio, precisando che il commento scritto è: «“Siete vergognosi, complici di assassini”».
«Il confronto pubblico può essere fermo, ma deve restare rispettoso e conforme alla legge», continua Nacaroglu. «Attribuire a una persona una complicità in gravi fatti criminali supera ogni limite del legittimo dibattito e rende necessario l’intervento delle autorità giudiziarie competenti».
«Per rispetto della procedura in corso e della presunzione di innocenza della persona querelata, Giorgio Fonio non rilascerà commenti in merito a questa vicenda», precisa l'avvocato. «Nel contesto dei tragici eventi richiamati nel dibattito pubblico di questi giorni, la priorità rimane l'accertamento della verità e la giustizia per le vittime, auspicando un ritorno a un dibattito pubblico responsabile».
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