Tra multe, segnalazioni e social, i nudisti non demordono

Nonostante i divieti comunali e le difficoltà imposte dalla crescente attenzione, il gruppo difende con discrezione il proprio spazio e i valori naturisti.
LOSANNA - Un tratto di riva nascosto lungo il Lago Lemano, è da decenni il rifugio di una piccola comunità di nudisti che continua a resistere tra multe, segnalazioni e tensioni. A raccontarlo è il quotidiano romando 24Heures, che descrive una realtà tanto discreta quanto determinata.
Una spiaggia isolata - Su poche decine di metri di spiaggia, gli habitué hanno infatti modellato negli anni uno spazio ordinato: muretti bassi per delimitare le aree e sentieri ripuliti per facilitare l’accesso all’acqua. Un lavoro costante, portato avanti da una comunità eterogenea per età e provenienza.
Per alcuni si tratta di semplice nudismo, per altri di una vera filosofia di vita. Come spiega una frequentatrice storica citata da 24Heures: «Il naturismo rappresenta la volontà di eliminare barriere sociali e vivere un contatto più diretto con l’ambiente».
Molti attacchi esterni - Ma al di là delle definizioni, ciò che emerge è il forte attaccamento a questo spazio, difeso con discrezione e anche con una certa diffidenza verso l’esterno.
Il contesto normativo, però, non è favorevole. In Svizzera romanda la nudità in spazi pubblici è spesso oggetto di restrizioni comunali, nonostante il codice penale non la consideri reato in assenza di intenti sessuali. Negli ultimi anni alcune località hanno inasprito però le regole, rendendo più difficile la convivenza.
Fino a 300 franchi di multa - Per esempio, la città di Losanna vieta «qualsiasi abbigliamento contrario alla decenza o alla morale pubblica». A Payerne è in vigore la stessa restrizione, che comprende anche «il fatto di non indossare vestiti». Questi divieti, tuttavia, non impediscono agli adepti del più semplice degli abiti di continuare a resistere sulle rive dei laghi della Svizzera romanda.
Anche su questa spiaggia, racconta 24Heures, non sono rare le visite della polizia, spesso a seguito di segnalazioni. Le sanzioni possono arrivare a 300 franchi e aumentare in caso di recidiva. Ma a pesare è anche il rapporto con chi non condivide questa pratica: insulti, lamentele e intolleranza sono parte della quotidianità.
Tra social e visibilità - Ma non è tutto. A complicare la situazione contribuisce la crescente visibilità del luogo, amplificata dai social. L’aumento della frequentazione ha portato non solo curiosi, ma anche comportamenti inappropriati che la stessa comunità cerca di contrastare. Gli habitué hanno elaborato una sorta di codice interno, che vieta esplicitamente atteggiamenti a sfondo sessuale e impone il rispetto degli altri e dell’ambiente.
Nonostante le difficoltà, il gruppo resta coeso. Gli incontri settimanali e i momenti conviviali rafforzano un senso di appartenenza che dura da decenni.
«Ci ritroviamo più volte alla settimana e condividiamo anche grandi pasti festivi», spiega un'altra frequentatrice. «L’ultima volta sono stata io a cucinare una paella per tutti». E quando alcuni se ne vanno definitivamente, altri arrivano, multe e sanzioni permettendo.



