Cerca e trova immobili
CANTONE

Il Piemonte chiede acqua, il Ticino risponde: «Poca anche da noi, ma...»

Il Consiglio di Stato ha risposto con una lettera ufficiale alla regione italiana che lo scorso 14 luglio aveva chiesto aiuti per l'agricoltura.
Il Piemonte chiede acqua, il Ticino risponde: «Poca anche da noi, ma...»
Ti-press
Il Piemonte chiede acqua, il Ticino risponde: «Poca anche da noi, ma...»
Il Consiglio di Stato ha risposto con una lettera ufficiale alla regione italiana che lo scorso 14 luglio aveva chiesto aiuti per l'agricoltura.

Il Piemonte chiede acqua al Ticino, e il Cantone risponde «anche noi siamo a corto d'acqua», ma nel caso la regione italiana dovesse in futuro trovarsi ad affrontare un’emergenza idrica legata all’acqua potabile, allora il Ticino sarebbe disponibile a intervenire con azioni di supporto, fornendo un'unità mobile per il trattamento dell'acqua.

È questo il senso della risposta che il Consiglio di Stato ha dato oggi con una lettera ufficiale, alla richiesta avanzata dalla Regione Piemonte a causa della siccità venutasi a creare in questa torrida estate.

L'esecutivo cantonale ribadisce «il proprio accordo di principio sulla necessità di operare in maniera congiunta, nell’interesse del territorio» e, per questo, «ha già preso contatto con gli operatori idroelettrici attivi sul territorio cantonale, informandoli e sensibilizzandoli in merito alla richiesta della Regione Piemonte».

Questo detto, la fornitura è tutt'altro che garantita: «il Consiglio di Stato ha evidenziato, ad ogni modo, che anche la Svizzera è attualmente confrontata con una situazione di allerta per siccità, a causa delle scarse precipitazioni: lo dimostra il fatto che l’attuale riserva di acqua contenuta nei bacini idroelettrici ticinesi si situa al limite inferiore dei dati registrati negli ultimi 10 anni. Questo stato di cose potrebbe rendere difficile un rilascio di quantitativi di acqua rilevanti, anche per ragioni di tutela della riserva idroelettrica invernale», chiosa Bellinzona.

Inoltre, in questo ambito, il Cantone «dispone di un margine di manovra ridotto, in quanto la maggior parte delle acque sottostà a un regime di concessioni attribuite nel secolo scorso a operatori privati con sede oltralpe, nei confronti dei quali il Cantone non ha autorità e ottiene solo a fronte di grande impegno i deflussi minimi».

Per quanto riguarda, invece, la sicurezza energetica «vi sono precisi vincoli» e l'ente cantonale «è tenuto per mandato legale» a garantirla.

Questo non significa che al Piemonte non verrà offerta assistenza: «il Governo ha anche garantito la disponibilità a favore di azioni di supporto qualora la Regione Piemonte fosse confrontata con una situazione di emergenza idrica relativa all’acqua potabile (...) in questo senso, il Consiglio di Stato ha dato la propria disponibilità nel mettere a disposizione in tempi rapidi un’unità mobile per il trattamento dell'acqua».


Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE