Estate a Lugano, giovani in cerca di spazi: troppo business, poca inclusività?

Un'interrogazione de La Sinistra — primo firmatario Cristiano Canuti — sollecita l'esecutivo cittadino sul bisogno di maggiore libertà
LUGANO - A Lugano torna al centro del dibattito l’utilizzo degli spazi pubblici durante il periodo estivo, con particolare attenzione alla foce del Cassarate, ribattezzata Lugano Marittima, e ad altri luoghi cittadini come il parco Tassino. Si tratta di spazi molto frequentati, soprattutto dai giovani, dove emergono bisogni di aggregazione che, secondo un'interrogazione del gruppo La Sinistra (primo firmatario Cristiano Canuti), non trovano risposte sufficientemente diversificate nell’offerta attuale.
Nel testo si evidenzia come la gestione degli spazi pubblici tenda sempre più verso modelli regolati e commerciali, caratterizzati da controlli, limitazioni e da un’offerta standardizzata. A questa impostazione si contrappongono le critiche di chi rivendica maggiore libertà di fruizione: la possibilità di sostare senza obbligo di consumo, di portare bevande proprie e di vivere gli spazi pubblici come luoghi realmente aperti e accessibili a tutte le fasce della popolazione.
Particolare attenzione viene posta al carattere commerciale di Lugano Marittima, affidata a esercizi pubblici cittadini, sollevando dubbi su una possibile limitazione della concorrenza e su una gestione che privilegia il consumo rispetto all’inclusività. Secondo i firmatari, esiste il rischio che i bisogni dei giovani e delle persone con minori disponibilità economiche non vengano adeguatamente considerati, favorendo un modello di aggregazione legato principalmente alla spesa e al consumo di alcol.
L’interrogazione propone quindi una riflessione più ampia sulle politiche urbane, chiedendo al Municipio di valutare alternative che promuovano forme di socialità più accessibili e diversificate, anche attraverso iniziative culturali e musicali sviluppate dal basso.
Nel dettaglio, vengono poste cinque domande all’esecutivo cittadino. La prima riguarda la possibilità di avviare un’analisi sociologica sui bisogni di aggregazione dei giovani, per comprendere meglio come l’offerta attuale risponda – o meno – a queste esigenze.
La seconda chiede se si intenda, già a partire dall’estate 2027, mettere a disposizione gratuitamente spazi pubblici centrali per gruppi giovanili, associazioni ed enti no profit, così da favorire attività ricreative e culturali non commerciali e accessibili. Si prosegue sul tema della trasparenza e sull’apertura delle procedure di assegnazione degli spazi, auspicando meccanismi realmente competitivi che permettano l’emergere di visioni alternative di città.
Si sollecita inoltre una riflessione su modelli che evitino la privatizzazione di fatto degli spazi pubblici, mantenendone la natura inclusiva. Infine, l’interrogazione chiede un aggiornamento sul Masterplan Lago e sulle relative tempistiche, considerato il ruolo centrale che questi spazi rivestono per la vita sociale cittadina.



