Gli chiede di giocare a “Schwarzer Peter” con i bimbi, lui le fa causa per razzismo

Il singolare caso che ha (quasi) portato davanti al giudice un'insegnante di scuola dell'infanzia, querelata dal suo docente di supporto a causa del noto gioco di carte.
ZURIGO - Il noto e iconico gioco di carte “Schwarzer Peter” è finito al centro di un peculiare procedimento penale per presunta discriminazione razziale e incitamento all'odio a Küsnacht (ZH), sulla Goldküste zurighese.
Il caso, reso noto inizialmente dalla Weltwoche, è stato ripreso dal Blick, che ha interpellato i protagonisti.
La vicenda risale alla fine di ottobre 2024, quando un'insegnante chiede al proprio assistente di supporto di giocare con i bambini a Schwarzer Peter. Non conoscendo il gioco, l'assistente si fa spiegare le regole dagli alunni: «Chi alla fine rimane con il "Pierino Nero" perde!», spiegano i piccoli.
Secondo l'insegnante, il personaggio di Peter rappresenta uno spazzacamino. L'assistente, invece, afferma di averlo interpretato come un bambino dalla pelle scura e di essersi sentito discriminato. L'insegnante, dal canto suo, sostiene che inizialmente l'uomo abbia partecipato al gioco senza vocalizzare obiezioni.
A far scatenare il putiferio è una seconda richiesta della maestra, che nel frattempo aveva acquistato una nuova copia del gioco questa volta con un gatto nel ruolo del Pierino, di una nuova partita prima delle vacanze di Natale di quell'anno.
L'assistente si rivolge quindi alla direzione scolastica e, nel gennaio 2025, denuncia l'insegnante chiedendo anche un risarcimento di 8'000 franchi. Alla polizia riferisce inoltre che la docente avrebbe sussurrato a una bambina che un uomo di colore avrebbe potuto essere aggressivo. L'insegnante respinge l'accusa e afferma di non aver mai avuto intenzione di ferire o discriminare qualcuno.
Durante le indagini, la polizia rileva che «il nome Schwarzer Peter può oggi essere percepito come potenzialmente discriminatorio». Allo stesso tempo sottolinea però che «molte versioni moderne del gioco utilizzano personaggi diversi, ad esempio animali, attenuando questo aspetto».
Nella primavera del 2026 la procura convoca entrambe le parti per un interrogatorio. Poco prima dell'incontro, tuttavia, l'ex assistente comunica di non voler più proseguire il procedimento. L'inchiesta viene quindi archiviata.
Alla docente restano però migliaia di franchi di spese processuali e onorari legali, oltre a una reputazione «macchiata» dalla vicenda.
L'insegnante sostiene di non aver mai avuto l'occasione di esporre pienamente la propria versione dei fatti. L'assistente, contattato dal Blick, ribadisce invece di aver interpretato la figura di "Schwarzer Peter" «come una persona dalla pelle scura e non come uno spazzacamino». La scuola di Küsnacht non commenta, citando motivi di privacy.
La vicenda potrebbe non essere conclusa: l'ex insegnante ha infatti presentato una denuncia per presunto abuso d'ufficio contro alcuni responsabili scolastici.



