Troppi militari impegnati in eventi sportivi: «Così non ci si prepara per le emergenze vere»

Un rapporto del Dipartimento della difesa solleva dubbi sull'efficacia dell'esercito svizzero e mette in discussione la partecipazione dei militari ai grandi eventi civili.
Un rapporto del Dipartimento della difesa solleva dubbi sull'efficacia dell'esercito svizzero e mette in discussione la partecipazione dei militari ai grandi eventi civili.
BERNA - L'esercito svizzero non sarebbe tecnicamente in grado di contrastare una minaccia. Un giudizio parecchio pesante che arriva addirittura da Guy Parmelin. O meglio da un rapporto realizzato dal Dipartimento della difesa (DDPS) che analizza lo stato delle truppe svizzere, e di cui parla oggi la NZZ.
Troppi soldati impegnati... per eventi civili
In sostanza Parmelin mette in discussione l’impiego dell’esercito nei grandi eventi civili, sollevando un dibattito che attraversa trasversalmente la politica svizzera. Al centro, l’utilità dei servizi di supporto militare a manifestazioni sportive e culturali, considerati dal Dipartimento federale dell’economia privi di reale valore aggiunto.
Solo nell’ultimo anno, i soldati hanno totalizzato circa 26'000 giornate di servizio a favore delle autorità civili, con un aumento del 41% rispetto al 2024, complice l’elevato numero di grandi eventi.
Eppure, nelle nuove linee guida del Consiglio federale per l’esercito, queste attività non compaiono: vengono citati esclusivamente compiti come la «protezione di conferenze e gli aiuti in caso di catastrofi».
Documenti destinati a far discutere
Secondo documenti interni ottenuti dalla NZZ tramite la legge sulla trasparenza, il Dipartimento dell’economia punta a eliminare del tutto questo tipo di impieghi. La posizione emerge chiaramente nella bozza delle linee guida attualmente in consultazione.
Il Dipartimento della difesa (VBS), nel documento, offre una valutazione severa dello stato delle forze armate: l’esercito svizzero è definito una «buona armata di addestramento», ma risulta carente in caso di emergenza reale.
I dati evidenziano criticità significative: solo uno degli otto battaglioni di salvataggio e del genio può essere equipaggiato completamente, mentre nella fanteria appena 4 battaglioni su 17 risultano pienamente operativi. Inoltre, il materiale disponibile è giudicato inadeguato per il campo di battaglia moderno, «tecnicamente non in grado» di contrastare minacce come missili da crociera o balistici.
Il rapporto conclude che l’esercito non sarebbe capace né di individuare tempestivamente né di contrastare efficacemente attacchi a distanza, potendo al massimo proteggere alcune infrastrutture critiche. In caso di attacco su larga scala, non riuscirebbe a rispondere «in modo efficace».
Basta militari agli eventi sportivi e culturali
È su questa base che interviene la Segreteria generale di Guy Parmelin In un commento si legge: «Alla luce di queste valutazioni e con l’obiettivo di rafforzare la capacità di difesa, questo sarebbe il momento giusto per porre finalmente e definitivamente fine agli impieghi di supporto dell’esercito a favore di grandi eventi sportivi o culturali». Secondo il Dipartimento, tali attività «non hanno alcun carattere né valore aggiunto dal punto di vista dell’addestramento militare».
La crescente dipendenza dagli aiuti dell’esercito è emersa chiaramente durante l’ultima Festa federale di lotta e degli alpigiani nel canton Glarona. In quell’occasione, la riduzione delle giornate di servizio rispetto all’edizione precedente ha suscitato forti proteste. Nonostante ciò, l’organizzazione è riuscita a trovare un numero sufficiente di volontari per garantire lo svolgimento dell’evento.




