Il rapporto sulla relazione tra i due giudici rimarrà confidenziale

La mancata pubblicazione del rapporto alimenta speculazioni sul possibile impatto sulle candidature per il rinnovo del Tribunale federale.
LOSANNA - Il rapporto degli esperti concernente la relazione sentimentale tra i giudici federali Beatrice van de Graaf e Yves Donzallaz rimarrà confidenziale perché parte di processi decisionali alle Camere federali e anche di otto domande di revisione di decisioni prese dal Tribunale federale (TF) in cui i due erano coinvolti.
Lo ha indicato in una nota odierna lo stesso TF, indicando che il documento di 15 pagine è stato trasmesso alle Commissioni della gestione (CdG) delle due Camere e alla Commissione giudiziaria dell'Assemblea federale.
L'opinione pubblica non verrà quindi a sapere altro sulle conclusioni del rapporto, completato alla fine di giugno, che mirava ad accertare i fatti e a chiarire la natura esatta del rapporto tra i due giudici e la sua durata. È stato elaborato da Maya Hertig, professoressa presso la facoltà di giurisprudenza dell'università di Ginevra, e da Jean-François Meylan, ex presidente del Tribunale cantonale vodese.
Gli esperti hanno proceduto a tredici audizioni: sono stati sentiti i due membri del TF direttamente interessati, il presidente del TF, alcune presidenze di corte, un ex giudice federale, il segretario generale, altre persone impiegate presso il TF come pure una persona impiegata in passato. Nessun altro giudice federale né altri terzi si sono rivolti spontaneamente agli esperti per condividere informazioni suscettibili di essere utili all'indagine, si legge nel comunicato.
Nella nota il TF indica che la decisione di presentare il documento alle varie commissioni era stata concordata da tempo. Perché le CdG e la Commissione giudiziaria? Le prime esercitano l'alta vigilanza parlamentare sul TF; la Commissione giudiziaria dal canto suo prepara le elezioni per il rinnovo integrale del Tribunale federale che si tengono nella sessione autunnale e sottopone all'Assemblea federale plenaria le sue proposte di voto. Le commissioni possono avvalersi del rapporto come base per le loro decisioni in merito. Il comunicato non lo dice esplicitamente, ma si può supporre che il contenuto del rapporto potrebbe, se del caso, influenzare la scelta di alcuni candidati.
Come detto, oltre che per i lavori parlamentari, la confidenzialità del documento si giustifica con otto domande di revisione di decisioni della massima autorità giudiziaria elvetica in cui sono coinvolti van de Graaf e/o Donzallaz. La domanda di revisione al Tribunale federale è un rimedio giuridico straordinario che consente di chiedere il riesame di una sentenza passata in giudicato.
In buona sostanza, le otto domande fanno valere che i due membri del TF interessati avrebbero convissuto stabilmente ai sensi dell'articolo 8 della Legge sul Tribunale federale (LTF), il che non è compatibile con la carica di giudice federale. Per le corti chiamate a statuire sulle domande di revisione, il rapporto degli esperti costituisce una base per la valutazione di tale questione nonché di eventuali ulteriori questioni giuridiche ad essa correlate.
Va sottolineato che nell'indagine di Hertig e Meylan non rientrava il compito di qualificare giuridicamente la relazione tra i due giudici, cosa che avviene appunto invece nel quadro dell'esame delle domande di revisione pendenti preso i giudici di Losanna.
Come noto, la vicenda ha avuto inizio con un articolo pubblicato alla fine di aprile sul settimanale Weltwoche firmato dall'ex consigliere nazionale zurighese dell'UDC Christoph Mörgeli. Sullo sfondo il fatto che Donzallaz era stato eletto sulla lista di questo partito, prima di uscirne e diventare indipendente.
Lo scorso 21 maggio le presidenze delle corti a cui appartengono van de Graaf e Donzallaz hanno stabilito che i due potevano lavorare senza restrizioni al TF. La donna era stata inizialmente sospesa da buona parte delle sue funzioni.




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