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TURGOVIA

Ennesimo furto in un'armeria, ladri in fuga

Ennesimo furto in un'armeria, ladri in fuga
Polizia Turgovia
Fonte Ats
Ennesimo furto in un'armeria, ladri in fuga

Ancora un assalto a un'armeria: questa volta ignoti hanno sfondato stamane con un'automobile la porta d'entrata di un negozio a Kreuzlingen (TG). La polizia turgoviese sta facendo ancora il punto su quanto è stato rubato.

All'arrivo delle forze dell'ordine, i malviventi si erano già dileguati. La ricerche, condotte dalla polizia locale con l'aiuto dei doganieri e delle autorità di Costanza (D), sono rimaste al momento senza esito. L'allarme è giunto alla polizia poco prima delle 05.00. L'auto usata per il, colpo è una Renault con targhe straniere.

Una piaga
Secondo informazioni fornite dall'Ufficio federale di polizia (Fedpol) a Keystone-ATS a inizio luglio, quest'ultimo episodio non è un caso isolato: quest'anno si sono verificati furti in negozi di armi anche in Ticino e nei cantoni di Svitto e Zurigo. A Sion si sono avuti perfino due furti di questo tipo di cui si è avuto notizia: già a metà giugno, infatti, alcuni malviventi si erano introdotti in un negozio utilizzando degli esplosivi. Mentre lo scorso anno erano stati segnalati diversi casi nei cantoni di San Gallo, Zurigo e Argovia.

Solo da gennaio di quest'anno sono stati registrati 23 casi di furti con scasso - riusciti o tentati - in negozi di armi. Fedpol registra un aumento di simili episodi già dall'anno scorso. Un aspetto interessante è che in quasi tutti i furti sono coinvolte bande di ladri provenienti da altri paesi, in particolare dalla Francia.

Fedpol dispone di indizi secondo cui le armi rubate in Svizzera vengono trasferite nel paese limitrofo, dove vengono poi presto utilizzate in scontri violenti tra gruppi rivali. Dalle indagini in corso emerge che questi gruppi hanno acquisito maggiore forza negli ultimi anni. Allo stesso tempo agiscono in modo sempre più incline alla violenza, più propenso al rischio e più professionale.

Non solo armi
Parallelamente ai furti di armi, secondo fedpol dallo scorso anno si stanno moltiplicando anche i furti di auto di lusso in carrozzerie. Inoltre, soprattutto nella regione di Ginevra, si è registrato un aumento dei tentativi e dei casi consumati di "homejacking", ossia l'aggressione da parte di criminali di persone nelle loro abitazioni, con l'obiettivo di sottrarre denaro, gioielli o automobili.

A differenza del furto con scasso tradizionale, in questi casi i proprietari o inquilini si trovano in casa e sono confrontati direttamente con i malviventi. Secondo l'autorità anche questi delitti sono attribuibili in gran parte a gruppi criminali provenienti dalla Francia.

Furti su commissione
Sempre secondo l'Ufficio federale di polizia, i vari reati sono da attribuire al fenomeno del "Crime-as-a-Service" (CAAS): un modus operandi a cui ricorrono sempre più spesso soprattutto organizzazioni criminali francesi.

Da un lato ci sono i mandanti che commissionano i reati e li finanziano, dall'altro ci sono i reclutatori, che ingaggiano potenziali "soldati" tramite le reti sociali e spesso scambiano ulteriori dettagli tramite servizi di messaggistica crittografati.

Nei casi che riguardano la Svizzera il reclutamento avviene per lo più tramite Snapchat; video promozionali si trovano però anche su TikTok e Telegram. Vengono utilizzati in modo mirato il linguaggio giovanile, emoji e meme. Secondo fedpol i tentativi di reclutamento riguardano ormai anche giovani svizzeri: sono stati segnalati casi, tra l'altro, nei cantoni di San Gallo e Zurigo.

Da 500 a 10 mila euro ai "soldati"
I responsabili assicurano quindi che siano disponibili le risorse logistiche necessarie per il delitto, come veicoli, attrezzi, contatti o mezzi finanziari. L'esecuzione del reato viene poi affidata ai "soldati" reclutati, a cui vengono promesse somme di denaro che vanno da 500 a ben oltre 10'000 euro.

Secondo Fedpol, i "soldati" sono "per lo più minorenni o giovani adulti inesperti, senza legami diretti con un'organizzazione criminale". Nella Confederazione vengono impiegati quasi esclusivamente uomini.

I giovani vengono di norma obbligati a filmarsi mentre commettono il reato; il materiale serve poi come strumento di propaganda per ulteriori reclutamenti oppure viene utilizzato per ricatti e per costringere a commettere altri crimini. Se i "soldati" non riescono a portare a termine con successo l'incarico vanno incontro a ritorsioni da parte dei reclutatori.

Sempre stando a quanto riferito da fedpol a Keystone-ATS, da gennaio possono essere attribuiti al fenomeno CAAS "circa 300-350 casi in Svizzera". La maggior parte riguarda furti con scasso di veicoli - o relativi tentativi - in officine. Anche singoli furti con scasso in gioiellerie o rapine potrebbero essere attribuiti al CAAS.

Secondo i dati di fedpol dal 2025 alla fine del mese scorso sono stati identificati almeno 360 "soldati" reclutati, tra cui dieci giovani svizzeri. L'età media è di 21 anni; il più giovane autore noto ne aveva 14.

Istituita una task force
Come reagiscono le autorità al fenomeno? Le attività criminali dei gruppi francesi e la relativa strategia del "Crime-as-a-Service" devono essere contrastate a lungo termine, ha spiegato fedpol a Keystone-ATS. A tal fine la Confederazione e i Cantoni hanno istituito una task force operativa nazionale nell'ambito dell'Associazione dei capi di polizia giudiziaria dei Cantoni svizzeri (ACPGS) .

La direzione generale e la conduzione operativa sono ufficialmente affidate, dall'inizio di maggio, a fedpol e alla polizia cantonale di Zurigo. L'attenzione è rivolta in particolare all'identificazione, allo smantellamento e alla repressione delle strutture criminali responsabili.

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