Un appello per il medico torturato a Gaza: 450 firme contro il silenzio

Gli operatori sanitari svizzeri chiedono a Ignazio Cassis di intervenire per salvarlo
Gli operatori sanitari svizzeri chiedono a Ignazio Cassis di intervenire per salvarlo
BERNA - In soli tre giorni, oltre 450 operatori sanitari che esercitano in Svizzera hanno firmato una lettera aperta in cui si chiede a Ignazio Cassis di intervenire senza indugio per ottenere la liberazione del dottor Hussam Abu Safiya, pediatra palestinese e direttore dell’ospedale Kamal Adwan a Gaza. Detenuto arbitrariamente da Israele dal 27 dicembre 2024 -senza alcuna accusa né processo - avrebbe subito gravi atti di tortura e la sua vita sarebbe oggi in pericolo.
La lettera aperta coordinata da Swiss Healthcare Workers Against Genocide, Amnesty International Svizzera, medico international schweiz e Médecins du Monde Svizzera, si basa in particolare sul resoconto della visita effettuata il 2 luglio 2026 da Nasser Odeh, avvocato di Physicians for Human Rights Israel. In questa occasione, l’avvocato ha riscontrato evidenti lividi e segni di tortura sulla testa e sul corpo del dottor Hussam Abu Safiya. Lo ha descritto come estremamente indebolito e sul punto di perdere conoscenza. Secondo la sua testimonianza, il medico gli avrebbe detto: «Questa è l’ultima volta che mi vedete. Mi hanno portato qui per uccidermi».
Le operatrici e gli operatori sanitari che hanno firmato la lettera sottolineano come il caso del dottor Hussam Abu Safiya non sia isolato. Secondo Healthcare Workers Watch, dall’ottobre 2023 oltre 400 operatori sanitari palestinesi sono stati arbitrariamente detenuti da Israele, 83 di loro sono tuttora in carcere. Essi temono che il pediatra possa subire lo stesso destino del dottor Adnan Al-Bursh e di altri medici deceduti quando erano sotto la custodia israeliana.
Le organizzazioni che sostengono la lettera ricordano inoltre che la detenzione degli operatori sanitari si inserisce nel contesto più ampio della distruzione del sistema sanitario a Gaza. Secondo le informazioni citate nella lettera, dall’ottobre 2023 sono stati uccisi oltre 1'700 operatori sanitari e tutti gli ospedali di Gaza sono stati danneggiati o distrutti. Esse ritengono che l’arresto degli operatori sanitari miri anche a impedire a testimoni diretti di documentare e denunciare le gravi violazioni dei diritti umani. Questi atti, considerati alla luce del comportamento più generale di Israele nella Striscia di Gaza, costituiscono secondo loro elementi indicativi di un intento genocida.
L’appello è rivolto in particolare a Ignazio Cassis, non solo nella sua veste di capo del Dipartimento federale degli affari esteri, ma anche in qualità di medico di formazione e specialista in sanità pubblica. Per i firmatari della lettera, il Consigliere federale ha una particolare responsabilità nel caso di un collega detenuto arbitrariamente, torturato e privato di cure adeguate.
Le persone firmatarie della lettera chiedono al Consiglio federale:
· di esigere pubblicamente l’immediato rilascio del dottor Hussam Abu Safiya e di utilizzare tutti i mezzi diplomatici e politici a sua disposizione per ottenerne la liberazione;
· di esigere che gli vengano immediatamente garantite cure mediche adeguate e l’accesso a osservatori indipendenti, in particolare del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR);
· di adoperarsi attivamente per il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani nel Territorio Palestinese Occupato e di sostenere i meccanismi internazionali volti ad accertare le responsabilità per le violazioni del diritto internazionale.




