Esercito svizzero, purea di mele italiana. E la polemica è servita

L'azienda italiana Melinda ha ricevuto una commessa da 670'000 franchi da Armasuisse. L'Associazione svizzera dei frutticoltori critica che l'incarico sia andato all'estero
SVIZZERA - I soldati svizzeri consumano purea di mele italiana. E lo fanno proprio accompagnandola a un classico della cucina elvetica, i cornetti con la carne macinata (quelli che a nord del San Gottardo vengono chiamati "Ghacktes mit Hörnli"). E la polemica è presto servita. L'Associazione svizzera dei frutticoltori infatti non ne è per nulla contenta. E ora cerca il dialogo con l'esercito.
L'esercito però risponde. E su richiesta del "Blick" scrive che l'azienda italiana Melinda ha «presentato l'unica offerta valida» a un bando per l'appalto. La commessa ha un valore di 670'000 franchi.
E qui la polemica si anima. «L'assegnazione di un tale appalto all'estero è da valutare criticamente – soprattutto per prodotti come la purea di mele, che in linea di principio possono essere prodotti anche con materie prime svizzere», replica l'Associazione svizzera dei frutticoltori al quotidiano d'oltralpe. Un fornitore svizzero rafforzerebbe la sicurezza dell'approvvigionamento, ridurrebbe la dipendenza e sarebbe migliore per il clima, argomenta l'associazione. Inoltre, fa notare che l'esercito sul proprio sito web sottolinea di voler considerare prodotti regionali e stagionali. «Secondo noi, questo impegno dovrebbe valere anche per i prodotti trasformati a base di frutta come la purea di mele.»
«Niente di insolito»
L'Associazione dei frutticoltori, come detto, intende ora cercare il dialogo con l'esercito, soprattutto per capire perché siano state presentate così poche offerte. L'associazione alcune ipotesi le ha già formulate. Potrebbe dipendere da differenze di prezzo o da oscillazioni del raccolto. Tuttavia, secondo l'associazione, questi criteri da soli non dovrebbero essere determinanti.
Armasuisse, responsabile dell'approvvigionamento alimentare per l'esercito, spiega che questi vengono acquistati secondo le regole della legge sugli appalti pubblici. «Sono determinanti qualità, prezzo, requisiti tecnici e il rispetto dei criteri del bando.» Quest'anno c'era stata un'altra offerta, che però non soddisfaceva le specifiche tecniche, afferma Armasuisse. Che ci siano state solo due offerte non è insolito per prodotti alimentari acquistati in grandi quantità e secondo specifiche ben definite.



