Come gli argentini: quella volta che la Nati fece scandalo con uno striscione

Era il 6 settembre 1995. La Svizzera scendeva in campo per le qualificazioni europee, a Göteborg, protestando contro i test nucleari francesi
Lo striscione «Las Malvinas son argentinas» ha fatto notizia in tutto il mondo dopo la vittoria degli argentini nella semifinale dei Mondiali contro l’Inghilterra. Ma anche nel calcio svizzero è ben nota una vivace discussione scaturita da un messaggio politico in campo. Era il 6 settembre 1995, e la nazionale svizzera a Göteborg fu protagonista di uno scandalo quasi identico.
Durante la partita di qualificazione agli Europei contro la Svezia, Alain Sutter, Ciriaco Sforza, Marc Hottiger e il resto della squadra entrarono sul manto verde con un lenzuolo dipinto a mano. La scritta recitava: «Stop it Chirac». La Nati protestava così contro i test nucleari francesi in corso nel Pacifico.
Così un lenzuolo è diventato uno striscione politico
Come rivelò tempo dopo al «Blick» l’allora debuttante in nazionale Stefan Wolf, si trattava del suo stesso lenzuolo. «Dividevo la stanza con Alain Sutter. La sera venimmo a sapere dei test nucleari e discutemmo che dovevamo fare qualcosa», raccontò l’ex presidente del Lucerna. Insieme al presidente del sindacato dei calciatori Andy Egli nacque l’idea per l’azione. La mattina seguente Egli si presentò con una bomboletta spray e scrisse sul lenzuolo nella stanza d’albergo. Il telo improvvisato fece poi notizia in tutto il mondo – e divenne una delle rare azioni politiche della Nati.
L’allora allenatore Roy Hodgson coprì i suoi ragazzi, proprio come ha fatto l’allenatore dell’Argentina Lionel Scaloni dopo il 2:1 contro l’Inghilterra.
Solo un rimprovero dalla UEFA
Tornando al presente. Allora come oggi, regolamento alla mano, dichiarazioni politiche nello stadio non sono assolutamente ammesse. Il ministro britannico dell’economia Peter Kyle ha già chiesto a «Sky News» un’indagine approfondita.
La Nati, nel 1995, se la cavò con un rimprovero da parte della UEFA. L'episodio che vede protagonista gli argentini tuttavia ha un peso maggiore. Trattandosi del più grande palcoscenico calcistico, l’Argentina ora teme, prima della finale contro la Spagna, possibili squalifiche per i giocatori coinvolti.




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!