La chiude nel bagagliaio poi la getta dal cavalcavia. Infine si uccide davanti alla polizia

Il femminicidio pochi istanti prima dell'arrivo della polizia, riuscita a triangolare la posizione del cellulare della donna. Poi il suicidio, preceduto da poche frasi di giustificazione.
FIRENZE - Nessuna denuncia o segnalazione aveva preceduto la tragedia avvenuta nel Fiorentino, dove si è consumato un nuovo caso di omicidio-suicidio. Lorena Isceri, 46 anni, originaria di Lecce e impiegata in una società di marketing per veterinari, è stata uccisa dall’ex compagno Federico Vella, 36 anni, manager fiorentino nel settore autonoleggi, che dopo il delitto si è tolto la vita.
I fatti - ricostruisce il Corriere della Sera - si sono svolti nel primo pomeriggio, quando Vella ha atteso Lorena nel garage di Rifredi, a Firenze, dove la donna parcheggiava abitualmente. Dopo averla aggredita e probabilmente stordita, l’uomo le ha legato gambe e mani con fascette da elettricista, lasciandole però le mani davanti. L’ha poi chiusa nel bagagliaio del Suv insieme allo zainetto contenente il cellulare. Lorena, ripresasi dallo choc, ha tentato di liberarsi e ha chiamato prima la madre, poi un amico, senza riuscire a comunicare. Infine è riuscita a contattare il 112, fornendo dettagli preziosi su aggressore, veicolo e posizione. La chiamata, durata circa venti minuti, è stata interrotta, ma la polizia è riuscita a geolocalizzare il telefono e, grazie alle telecamere, a individuare il Suv sull’autostrada A1.
Una pattuglia ha trovato il veicolo fermo su un cavalcavia. Vella ha aperto il bagagliaio e, dopo aver visto Lorena con il cellulare in mano, l’ha scaraventata giù dal ponte, da oltre 40 metri d’altezza. All’arrivo degli agenti, Vella ha pronunciato poche parole di giustificazione, «Mi ha tradito, mi ha trattato male, mi ha aggredito», prima di gettarsi nel vuoto. I soccorsi non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di entrambi.
Le indagini hanno confermato l’assenza di precedenti o denunce. La Procura ha disposto l’autopsia e gli esami tossicologici sui corpi, mentre la polizia ha sequestrato le abitazioni e i cellulari delle vittime per chiarire i dettagli di una tragedia maturata nel silenzio.



