Uomo armato di kalashnikov arrestato in stazione a Bruxelles

Solo l'ennesimo episodio con cui il personale militare e di polizia ha dovuto fare i conti negli ultimi mesi.
Solo l'ennesimo episodio con cui il personale militare e di polizia ha dovuto fare i conti negli ultimi mesi.
BRUXELLES - Un uomo armato di Kalashnikov è stato arrestato questa mattina alla stazione Midi di Bruxelles, fermato da una pattuglia congiunta di ispettori della polizia federale e personale militare. Lo riporta il sito Derniere Heure. La notizia è stata confermata anche dal ministro dell'Interno belga Bernard Quintin.
«Questa mattina è avvenuto un arresto. Ciò dimostra che il rafforzamento dei pattugliamenti nelle stazioni ferroviarie con l'ausilio delle nostre forze armate è necessario e deve essere continuato, se non addirittura ampliato. È ciò che sto proponendo al governo», ha sottolineato il ministro.
Al momento, la procura di Bruxelles non ha rilasciato nessun commento e le motivazioni dell'uomo fermato - proveniente dalla Francia - sono oggetto di indagine.
Quello avvenuto in mattinata è l'ennesimo episodio di questo tipo con il quale personale militare e di polizia di Bruxelles ha dovuto fare i conti negli ultimi mesi. Per fronteggiarlo il governo federale belga ha lanciato l'operazione «Urban Shield», con circa 30 militari messi a disposizione della polizia per ragioni di sicurezza civile. Un contingente che, dopo le sette sparatorie avvenute in una settimana ad agosto, ha forzato il governo a dispiegare altri 500 agenti nelle zone ritenute più sensibili della capitale.
Tra gli avvenimenti più recenti di agosto, sei sparatorie nei comuni di Anderlecht, Saint-Gilles e Molenbeek e l'attacco al commissariato di Anderlecht da parte di una banda di uomini armati. Sempre nei comuni di Anderlecht e Molenbeek, a luglio, si sono verificate due sparatorie nell'arco di poche ore, riportando un ferito.
Per il momento, il bilancio totale delle vittime nella regione di Bruxelles nel 2026 è di 2 persone morte e 21 feriti; una situazione che, secondo il procuratore del re, Julien Moinil, si collega direttamente a guerre interne tra bande locali per il controllo dello spaccio di droga.




