Cerca e trova immobili
UE/RUSSIA

Dietro i droni russi a Lipsia, un visto turistico italiano

La scoperta rilancia il dibattito europeo sulle restrizioni ai visti turistici per cittadini russi dopo l'attacco con droni a Lipsia.
Dietro i droni russi a Lipsia, un visto turistico italiano
afp
Fonte Ats Ans
Dietro i droni russi a Lipsia, un visto turistico italiano
La scoperta rilancia il dibattito europeo sulle restrizioni ai visti turistici per cittadini russi dopo l'attacco con droni a Lipsia.

BRUXELLES - Il primo, di origine russa con passaporto lettone. Il secondo, bielorusso con passaporto russo. E, soprattutto, con un legame con i servizi segreti di Mosca. Si stringe il cerchio attorno agli autori dell'attacco ibrido di Lipsia, destinato a segnare una nuova fase di escalation nella guerra in Ucraina.

Dopo aver ufficialmente accusato la Russia di quanto accaduto ad inizio agosto nella città della Sassonia, Berlino ha cominciato a far filtrare i primi indizi sugli esecutori dell'attacco. Con una novità destinata a non restare senza conseguenze: secondo quanto riportato dalla Bild, uno di loro, l'uomo di origine bielorusso, aveva un visto turistico italiano.

Le notizie trapelate sui media tedeschi nelle stesse ore in cui Ursula von der Leyen e Mark Rutte si vedevano per pianificare una strategia di risposta al Cremlino sembrano confermare la matrice russa dell'attentato dell'aeroporto di Lipsia, dove tra il 4 e il 14 agosto furono trovati tre droni carichi di esplosivi, uno di quali aveva impattato - senza conseguenze drammatiche - con un aereo cargo della Dhl.

Due, finora, i sospetti identificati dalle autorità tedesche anche se le indagini si stanno concentrando su quattro persone coinvolte, ai quali si è arrivati grazie alle rilevazioni delle tracce di Dna o all'individuazione delle celle di rete telefonica. A fare notizia, tuttavia, è stato il fatto che uno dei sospetti attentatori fosse in possesso di un visto turistico italiano. Potrebbe essere stata questa la chiave con cui è entrato in Schengen e dunque in Germania.

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, a margine della riunione del Gymnich in Irlanda, ha subito assicurato «accertamenti». «C'è un processo per la concessione dei visti, perché devono esserci determinati requisiti. Se le persone li hanno, e non c'è nessun 'alert' sulle singole persone, viene concesso il visto», ha spiegato il titolare della Farnesina. Fonti qualificate della sicurezza, in serata, hanno invece chiarito che il bielorusso con visto turistico italiano non sarebbe mai transitato per il nostro Paese.

Le notizie giunte da Berlino hanno però riaperto un vaso di Pandora in Ue, quello del dibattito sulla limitazione delle concessioni ai russi di entrare in Europa per turismo. La questione è stata centrale anche nell'ultimo pacchetto di sanzioni, quando - su spinta dei Baltici - la Commissione aveva proposto lo stop all'ingresso di tutti i russi che, dal 2022, hanno combattuto in Ucraina.

Un gruppo di Paesi aveva frenato la messa a punto della misura, rilevando diverse difficoltà tecniche nell'individuazione dei veterani russi e spiegando che era preferibile operare sul regime dei visti. Ora, tuttavia, Bruxelles potrebbe tornare alla carica per una stretta che non riguarderebbe solo i veterani, ma in generale tutte le concessioni dei visti turistici ai russi.

Del resto, già lo scorso giugno lo avevano chiesto undici Paesi europei. Tra questi, Svezia, Olanda, Baltici, Polonia e Repubblica Ceca. «Dobbiamo davvero limitare il rilascio dei visti turistici», ha sottolineato l'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas spiegando che la richiesta è planata sul tavolo del Gymnich. «I visti turistici per i russi nell'Ue sono troppi», ha avvertito Berlino. Dello stesso avviso la vicepresidente dell'Eurocamera Pina Picierno, secondo la quale nel 2025 i Paesi Ue hanno rilasciato oltre 477'000 visti turistici a cittadini russi, con un trend in crescita rispetto al 2024. Italia, Francia e Spagna sono stati i Paesi maggiormente coinvolti.

In Germania, nel frattempo, l'allerta è ormai massima e lo scontro con il Cremlino totale. Dopo che Berlino ha deciso di chiudere il consolato russo a Bonn e di rescindere il contratto con la Casa Russia, Mosca ha convocato l'incaricato d'affari tedesco, promettendo «una dura reazione». Parallelamente sia Parigi sia l'Ue hanno convocato il rappresentante diplomatico russo per protestare «fermamente».

All'alba, invece, un'esplosione nella stazione di Augusta ha riacceso il clima di paura nel Paese teutonico. Le cause, al momento, sono sconosciute ma nella «nuova normalità» indicata da von der Leyen quasi nessun incidente di questo tipo, ormai, può essere catalogato come casuale.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE